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LA QUERCIA MILLENARIA: DALLA DISPERAZIONE ALL'INCONTRO CON CRISTO
Inserito il 21 settembre 2006 alle 01:32:10 da Zenit.org.

ZENIT - 19 settembre 2006

“La Quercia Millenaria”…dalla disperazione all’incontro con Cristo -

Nasce una Associazione che aiuta e accompagna i feti terminali

ROMA, martedì, 19 settembre 2006 (ZENIT.org)

Ci può essere dolore più grande di coloro che scoprono che il nascituro in gestazione non sopravvivrà a causa di patologie terminali? Eppure 18 famiglie che hanno provato questa esperienza, invece di abbandonarsi alla disperazione o alla depressione, hanno fondato una Associazione.
Si chiama “La Quercia Millenaria” (www.laquerciamillenaria.org) ed ha come obiettivo quello di tutelare la maternità e la vita nascente, sostenere la gravidanza patologica e animare il centro di aiuto per i feti terminali.
Preparata da tempo, ma ufficialmente fondata l’8 settembre, giorno in cui la Chiesa cattolica ricorda la natività di Maria, “La Quercia Millenaria” è una Onlus che si prende cura delle gravidanze che presentano problemi o malformazioni fetali e mette a disposizione i migliori specialisti per la diagnosi prenatale, eventuali terapie fetali invasive, neonatali e pediatriche.
Insieme al sostegno medico scientifico, “La Quercia Millenaria” offre il sostegno umano e spirituale di uno psicologo ed un sacerdote, oltre all’amicizia solidale di una rete di famiglie.
Per capire da dove viene il coraggio e la forza morale degli animatori di questa iniziativa, ZENIT ha intervistato Sabrina Pietrangeli Paluzzi, cofondatrice con il marito Carlo dell’Associazione e Presidente della stessa.

* Perché è nata “La Quercia Millenaria” e cosa si propone di fare?

“La Quercia Millenaria” è nata da una esperienza personale con il nostro terzo figlio, Giona, il quale, a causa di una gravissima malformazione delle vie urinarie, era considerato un feto terminale, cioè un bambino incompatibile con la vita. Il suo destino era morire nel grembo materno, o subito dopo la nascita. Dopo qualche tentativo di intervento in chirurgia fetale, vista la mancanza di miglioramento e la totale assenza di speranze di vita, abbiamo scelto di accompagnarlo fino all'esito naturale, cioè fin quando il Signore gli avrebbe concesso di vivere.
Invece, ha risolto spontaneamente la sua ostruzione urinaria, in un modo "scientificamente inspiegabile" e ha continuato la sua vita intrauterina in modo pressocché normale, fino alla nascita. Per i primi 7 mesi abbiamo vissuto il calvario degli interventi chirurgici, delle continue infezioni e della più totale precarietà di salute. Quando le sue condizioni hanno cominciato ad essere stabili, è stato prepotente dapprima il desiderio di portare una testimonianza di quanto la fede, ed il totale affidarsi a Dio ci avevano sostenuti e mantenuti nella Pace. Volevamo che chiunque fosse nelle nostre condizioni, rispondesse come noi "Amen" per poter sperimentare la stessa serenità, nonostante il grande dolore.
Subito dopo, si è aggiunto il desiderio di mettere a disposizione degli altri, gli stessi meravigliosi medici, in particolare i 3 medici che hanno seguito l'evolversi della gravidanza, dalla scoperta della malformazione in poi, e i primi mesi di vita di Giona: il Professor Giuseppe Noia, Specialista in Ginecologia, Ostetricia e Chirurgia Fetale Invasiva del Policlinico A. Gemelli, il Professor Alessandro Calisti, Primario di Chirurgia Pediatrica ed Urologia dell'Ospedale S. Camillo, ed il Dottor Mario Castorina, Specialista in Pediatria, Neonatologia, ed Emergenze Pediatriche al Policlinico A. Gemelli di Roma.
Queste persone hanno accettato con entusiasmo di partecipare alla nostra iniziativa. Poi, nel sito abbiamo inserito la storia di Giona, raccontata nei minimi particolari, e sono iniziate ad arrivare le prime richieste di aiuto. In seguito, abbiamo conosciuto, grazie al Prof. Noia, molte altre coppie che avevano fatto la nostra stessa scelta. E' stato bellissimo conoscersi, mettere in comune e ritrovarsi nelle stesse emozioni, negli stessi pensieri e sentimenti. Una diagnosi prenatale fatta in modo squallido e freddo da alcuni medici, poi l'incontro con il professor Noia, infine il riuscire a coniugare "dolore e speranza", "croce e grazia". Non era solo una nostra impressione, era una realtà di tutti.
Oggi, “La Quercia Millenaria”, è una Associazione Onlus, che conta 18 famiglie in Rete, le quali grazie ai nomi, al numero telefonico, e alla descrizione della patologia che ha colpito i loro figli messi a disposizione in una apposita pagina del sito (http://www.laquerciamillenaria.org/famiglie.asp), sono reperibili e desiderosi di mettersi al servizio della sofferenza, poiché hanno sperimentato di persona che la malattia, e molto spesso la morte dei loro figli, non è stato un evento di sola disperazione, ma una grande opportunità di fare un incontro speciale, quello con Gesù Cristo.
I 3 medici con i quali avevamo iniziato, sono diventati 12. Abbiamo proposto ad alcuni tra i migliori specialisti in diversi presidi d'Italia di collaborare con noi. Ovviamente la selezione è avvenuta non soltanto per le loro qualità professionali. Abbiamo voluto solo medici che avessero un sacro rispetto per la vita, e capaci di accompagnare i genitori che a loro volta "accompagnano" i loro bambini, nel duro percorso della malattia prima e dopo la nascita, e che ne condividano i valori e lo spirito. Alcuni altri si sono proposti da soli, ed anche questo è stato molto bello da vedere.

* Nessuno vuole convivere con il dolore, mentre voi accompagnate mamme e papà che sanno di perdere il nascituro. Come fate? Dove trovate la forza morale per sostenere situazioni così difficili?

Possiamo accompagnare gli altri, nella misura in cui abbiamo vissuto in prima persona lo stesso percorso. Bisogna mettere in chiaro, che questa scelta è strettamente legata alla fede. Quasi nessuno riuscirebbe a vivere questo, soltanto per un laico rispetto per la vita.
Accogliere la morte, passare attraverso la morte, è peculiarità del cristiano che ha fatto esperienza di un amore che va oltre la morte, quello di Cristo crocifisso e risorto. Avere esperienza della paternità di Dio, della Provvidenza, avere certezza dell'Amore di Dio nonostante la prova, è l'elemento base per fare questo tipo di scelta.
Molti sono già pronti per vivere questo, hanno un cammino di fede alle spalle che li ha formati. Altri, fanno maturare una religiosità naturale in autentica fede tutto d'un colpo. Interagire con questi genitori è semplice e naturale, poiché nessuno viene forzato a fare scelte. Si rivolgono a noi quando hanno già scelto di portare avanti la gravidanza. Raramente accade che ci sia una indecisione, o magari che il marito desideri abortire e la moglie no. In tal caso, si mette la coppia a conoscenza dell'altra faccia della medaglia, e cioè l'enorme sofferenza provocata dalla interruzione volontaria della gravidanza, cioè dall'aborto.
In modo più che realistico, e scientificamente comprovato, si spiega quale inferno la coppia si trova a vivere dopo una scelta del genere, e quali conseguenze possa provocare in tempi immediati e non. Problemi psicologici, difficoltà ad aprirsi per una nuova gravidanza, senso di colpa, depressione.
Spesso molti matrimoni non reggono ad una spaccatura del genere. Invece, le coppie che accolgono il loro bambino, anche dinanzi alla eventuale morte, elaborano il lutto più rapidamente, rimangono fusi nell'amore coniugale, si riaprono alla vita precocemente e vivono la nuova gravidanza in modo sereno.
Non hanno sensi di colpa, sono in pace, loro hanno semplicemente amato. Ne è prova che tra le nostre 18 coppie, ce ne sono già 7 in attesa di un bambino! E hanno perso il loro figlio negli ultimi 3 anni. Accompagnare questi genitori alla terminalità del loro figlio, è fare una autentica esperienza spirituale. L'amore si respira nell'aria; è intriso di dolore, ma anche di speranza. I cieli non sono chiusi, si sente l'Eternità, si respira.
Quei bambini, quei piccoli corpi profumano di santità e la luce negli occhi dei genitori è qualcosa che mette pace e fa desiderare di pregare. Esser loro vicini è un dono reciproco, è una esperienza edificante, che rafforza la fede.

* Nel sito dell'Associazione sono riportate alcune testimonianze di storie commoventi. Può raccontarcene qualcuna?

Alcune testimonianze di questi genitori sono riportate nel sito e quindi accessibili a tutti. Molte altre sono raccolte in un libro che uscirà dopo Natale, e che riteniamo essere un autentico inno alla Vita. Abbiamo avuto l'onore di sottoporre il nostro libro a Monsignor Angelo Comastri, il quale ci ha fatto il dono della Presentazione.
Mi viene in mente l'ultimo caso che abbiamo seguito: quello di Angela, affetta da anencefalia e acrania (mancanza di materia cerebrale e parte della scatola cranica), nata lo scorso luglio e tornata in cielo dopo 26 ore di vita terrena. I suoi genitori sono stati seguiti dal Prof. Noia e da un'altra delle nostre coppie, che 3 anni fa hanno accolto e poi perso Francesco, per la stessa patologia. Ho visto in questi genitori una dignità e una Pace indescrivibili. E' stato bello accompagnarli dal quinto mese di gravidanza alla nascita. Le due coppie si sono strette in una amicizia fraterna che fa pensare alla Comunione dei Santi di cui si parla nella Scrittura.
Non sono ancora passati due mesi dalla morte di Angela, eppure questi genitori che hanno già altri due bambini, sorridono sereni e colgono ogni occasione per testimoniare la loro esperienza nelle parrocchie, e nei convegni pro-vita. Sono letteralmente "portati in braccio" dal Signore. Non c'è disperazione. C'è solo dignitosa sofferenza rivestita di speranza. Loro sanno che la bimba è in Cielo, davanti al Trono dell'Altissimo. E' una certezza.

* In alcuni casi, come nel caso di suo figlio Giona, si può parlare di miracolo?

I miracoli esistono, e la vita di Giona è uno di questi. Con il Prof. Noia, abbiamo cercato di trovare una motivazione all'improvvisa "guarigione" di questo bambino. Guarigione parziale, ovvio: Giona ha comunque un solo rene funzionante, la vescica ricostruita e una continua precarietà, ma un'ottima qualità della vita, e una gioia di vivere che fa invidia. La guarigione consiste nel fatto che da morte certa, si è passati ad una abbondanza di Vita in tutti i sensi! Non abbiamo trovato spiegazioni. E' entrato nella letteratura della Università Cattolica del Sacro Cuore, come “caso report”. E non è certo l'unico. In ogni tempo, Dio si è piegato sull'uomo, che senza miracoli non crede. Peccato che a volte non bastino neanche questi. Il miracolo che mi è stato donato è stato rimanere nella Pace di fronte alla morte. Giona mi è stato regalato in aggiunta. Gloria a Dio nel più alto dei Cieli.

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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.