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13 dicembre 2006
Inserito il 25 ottobre 2006 alle 15:13:09 da Staff.

13 dicembre 2006

"Le malformazioni urinarie e il feto terminale: diagnosi, terapia, accompagnamento"
13 dicembre 2006
Policlinico Agostino Gemelli, Aula Brasca.





ABSTRACTS CONVEGNO:


Dr. Marco De Santis
Docente della Scuola di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, Coordinatore del « Telefono Rosso », Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico Agostino Gemelli, Roma.
LA DIAGNOSTICA DELLE UROPATIE FETALI
Le anomalie del tratto urinario sono tra le più comuni e più facilmente rilevabili malformazioni in epoca prenatale. Tale diagnostica si avvale principalmente dell’uso degli ultrasuoni e la valutazione di reni, vescica e liquido amniotico, rappresenta parte dell’esame ecografico fetale standard secondo le Linee Guida delle principali Società di Ecografia Ostetrica nazionali ed internazionali.
La “detection rate” prenatale di tali malformazioni, varia a seconda dell’epoca gestazionale in cui si valuta il feto, dal numero di ecografie effettuate, dai criteri diagnostici utilizzati, dall’esperienza dell’operatore e dalla qualità delle apparecchiature in uso.
La maggior percentuale di diagnosi si verifica in epoche più avanzate: circa il 60% a 32 settimane versus il 30% a 17 settimane. La percentuale di falsi positivi è correlata principalmente a casi di idronefrosi lieve ed al cut-off di riferimento utilizzato. Questa condizione, inoltre, tende spesso a risolversi nel corso della gravidanza o nel periodo post-natale.
In casi selezionati, è possibile effettuare tecniche diagnostiche invasive (pielocentesi, cistocentesi) al fine di prelevare fluidi urinari fetali su cui indagare le componenti chimico-fisiche.
La prognosi delle uropatie è variabile e dipende non solo dalla anomalia riscontrata, ma anche dall’eventuale concomitanza di altre malformazioni, di alterazioni cromosomiche o dalla presenza di segni ecografici “sfavorevoli”, quali l’anidramnios secondario.
La diagnosi adeguata, offre in taluni condizioni la possibilità di terapia in utero e post-natale.


Prof. Alessandro Calisti
Direttore U.O.C. di Chirurgia e Urologia Pediatrica - Az. Osp. San Camillo Forlanini – Roma
LA TERAPIA POST-NATALE DELLE UROPATIE FETALI
La patologia malformativa del tratto urinario, ha assunto negli ultimi quindici anni un ruolo di sempre maggiore importanza nell'attività' del chirurgo urologo pediatra
Alla base di questo fenomeno, è senza dubbio la maggiore precocità con cui queste malformazioni sono oggi diagnosticate e trattate rispetto al passato.
A questo risultato, ha contribuito in misura notevole la diffusione della diagnostica ecografica prenatale.
Da essa deriva il rilevante numero di neonati asintomatici che giunge oggi all'osservazione del chirurgo per un’uropatia malformativa congenita, sospettata sulla base di una dilatazione del tratto escretore fetale.
All’esperienza dello specialista spetta la valutazione d’ogni singolo caso, per stabilire la necessità di un approfondimento diagnostico e definire un eventuale programma terapeutico, nei casi in cui questo sospetto sia fondato e il reperto fetale non sia, come avviene in un’alta percentuale di casi, solo un fenomeno transitorio e privo di significato patologico.
Nonostante la diffusione della diagnosi prenatale, sono tuttavia ancora le infezioni del tratto urinario la principale manifestazione di esordio di un’uropatia malformativa in età infantile, e la causa più importante del danno funzionale che ad essa consegue.
Le specifiche esigenze diagnostiche della urologia neonatale e pediatrica, chiamano spesso in causa competenze non solo chirurgiche, ma anche nefrologiche, radiologiche, medico nucleari, e richiedono la frequente utilizzazione di tecnologie diagnostiche invasive (endoscopia, urodinamica).


Dr. Claudio Pintus
Responsabile U.O. Chirurgia Pediatrica Policlinico “Agostino Gemelli” – Roma
MANAGEMENT CRITICO DELL’INTERVENTISTICA POST-NATALE
In questa presentazione vengono discusse le principali uropatie di pertinenza del chirurgo pediatra e vengono illustrati i vari iter diagnostico-terapeutici con le diverse scelte del trattamento (chirurgico o conservativo) in base ai parametri clinici, strumentali e di laboratorio. Nell’arco degli ultimi 30 anni abbiamo assistito ad una crescente e progressiva tendenza al trattamento conservativo della maggior parte di queste patologie diagnosticate in gravidanza. L’intento è quello, al momento del counselling, di rendere comprensibile il percorso del chirurgo pediatra di fronte ad un sospetto prenatale di uropatia.


Dr. Mario Castorina
Specialista in Pediatria, Neonatologia, Emergenze Pediatriche - Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico “Agostino Gemelli”, Roma.
L’IMPATTO DELLE UROPATIE SULLA VITA POST-NATALE E SULLE FAMIGLIE
Le Uropatie malformative si manifestano con una incidenza superiore all’1,2 /1000 nati vivi (Registro ISMAC 1991-1998), con una crescita percentuale costante (1999: 44 casi; 2000: 43 casi; 2001: 75 casi; 2002: 84 casi), in parte dovuta alle migliori tecniche diagnostiche fetali, in parte alle migliorate possibilità di interventi fetali, anche a seguito della dichiarazione dell’Associazione dei Medici Cattolici Italiani: “L’embrione come paziente”.
Queste patologie rappresentano un fattore di mortalità e morbilità neonatale elevata, fino ad oltre il 50 % dei casi.
Nei bimbi che arrivano alla nascita, si sviluppa frequentemente una insufficienza renale progressiva fino alla dialisi e alla necessità di un trapianto renale.
Fin dal momento della diagnosi in gravidanza, diventa importante il bisogno di cura. Quello di “cura” è un concetto ricco di sfaccettature e di implicazioni; infatti, “cura” sono le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, dei Servizi Sociali, ma sono anche le azioni mosse da affetto, amicizia e solidarietà.
Le “cure” al feto e al bambino con bisogni speciali, non possono e non devono escludere i familiari, affinché essi possano continuare a garantire sostegno ed assistenza.
La patologia urologica di un feto prima ancora, e di un neonato poi, richiede interventi atti a rispondere al bisogno di salute e di cure mediche, necessita di interventi per garantire la migliore integrazione sociale del paziente, ed impone anche interventi psicologici per la famiglia di origine.


Prof. Giuseppe Noia
Docente in Medicina dell’Età Prenatale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma.
LA TERAPIA INVASIVA PRENATALE DELLE UROPATIE OSTRUTTIVE
Le uropatie ostruttive basse creano notevoli problemi di disabilità al futuro neonato, sia in funzione dell’azione compressiva del ristagno urinario sulla funzione glomerulo-tubulare fetale (displasia renale), sia in funzione della sopravvivenza da immaturità polmonare per l’oligoamnios che accompagna l’ostruzione; sia, infine per la compliance vescicale del futuro neonato, in quanto il detrusore vescicale viene sottoposto ad aumentate pressioni minzionali.
Una rivisitazione epicritica delle indicazioni alle procedure diagnostiche e terapeutiche si rende necessaria per un corretto counselling prenatale alla coppia, in ordine a:
- quantificare prenatalmente la funzione urinaria fetale;
- giustificare eticamente una metodica invasiva che è contemporaneamente diagnostica e terapeutica;
- valutare i confini non valicabili di accanimento terapeutico.
Nelle situazioni in cui la presenza di ascite urinosa evoca atteggiamenti di over-treatment, l’autore presenta casi esemplificativi che dimostrano come il concetto di feto terminale, in tali condizioni vada ripensato eticamente.


Prof. Silvestro Paluzzi
Psicoterapeuta, Docente della Pontificia Università Urbaniana, Diacono Permanente.
Dr.ssa Antonella Tropea, Psicologa.
DINAMICHE PSICOLOGICHE NELLA ELABORAZIONE DEL LUTTO
Il lutto ed il cordoglio sono esperienze che ogni persona si trova ad affrontare nell’esistenza umana; esperienze che, nella morte fetale, richiamano sia la vulnerabilità degli attaccamenti precoci, sia il compito genitoriale della separazione, a volte solo dopo poche ore dalla nascita del proprio figlio.
In realtà, non si può maturare senza soffrire, senza sperimentare distacchi e separazioni: “…se il seme caduto in terra non muore, non porta frutto”…
La morte fetale, come limite drastico all’avventura umana, proprio nei mesi di maggiore spinta evolutiva, genera nei genitori una intensa frustrazione esistenziale e spesso un muto grido di inappellabile dolore, fisico, mentale, emotivo e spirituale.
J. Bowlby afferma che nella nostra vita continuamente costruiamo e sciogliamo legami, dalla culla alla tomba. È proprio da questo paragone che vogliamo partire nella presente relazione, dalla coincidenza simbolica della culla con la tomba, di quello spazio esistenziale che è il ventre materno, quando questo si ritrova ad essere l’alcova pro-tempore del mistero della nascita, vita, malattia e morte prematura del figlio.
Il trattamento psicoterapeutico del lutto genitoriale può essere un contributo scientifico umano che, nella coppia credente, si deve integrare nel rispetto del loro sistema valoriale, della loro fede cristiana di fronte allo “scandalo” della morte ingiusta.
Nella nostra esperienza clinica abbiamo osservato che tale fede cristiana non toglie il dolore nei genitori, ma aiuta a viverlo nella consapevolezza che la vicinanza di Dio si esprime attraverso il mistero della Croce e della Risurrezione.




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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.