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INTERVISTA A SABRINA PIETRANGELI PALUZZI
Inserito il 16 dicembre 2006 alle 00:20:16 da Movimento per la Vit.

INTERVISTA A SABRINA PIETRANGELI PALUZZI

Articolo su "Sì alla Vita" del Mpv italiano - Intervista a Sabrina Paluzzi

Alla vigilia del convegno Cav di Bari viene inaugurato a Roma il primo Centro di aiuto per il feto terminale una casa fatta per accogliere le famiglie che non vogliono arrendersi a - spesso - troppo facilmente nefaste diagnosi prenatali e che qui trovano ospitalità, sostegno ed amicizia
Il 12 novembre, all’approssimarsi del Convegno Cav di Bari, è stato inaugurato il primo Centro di aiuto per il feto terminale (Caft) realizzato dall’associazione “La Quercia millenaria”. Un’inizativa dal significato difficile da afferrare. Ci facciamo aiutare da Sabrina Paluzzi che della Quercia millenaria è il presidente.

Vuole spiegarci anzitutto che cosa è “La Quercia Millenaria”?
La Quercia millenaria è nata da una esperienza personale con il nostro terzo figlio Giona, il quale a causa di una gravissima malformazione delle vie urinarie, era stato dichiarato un “feto terminale”, cioè un bambino incompatibile con la vita. Il suo destino era morire nel grembo materno, o subito dopo la nascita. Dopo qualche tentativo di intervento in chirurgia fetale, vista la mancanza di miglioramento e la totale assenza di speranze, abbiamo scelto di accompagnarlo fino all’esito naturale, rifiutando categoricamente l’idea dell’aborto.
Invece ha risolto spontaneamente la sua ostruzione urinaria, in un modo “scientificamente inspiegabile”, ed ha continuato la sua vita intrauterina normalmente fino alla nascita. E’ stato prepotente allora il desiderio di portare una testimonianza di quanto la fede ed il totale affidarsi a Dio ci avessero sostenuti.
Subito dopo, si è aggiunto il desiderio di mettere a disposizione degli altri gli stessi meravigliosi medici che avevano seguito l’evolversi della gravidanza dalla scoperta della malformazione in poi, ed i primi mesi di vita di Giona: Giuseppe Noia e Mario Castorina, del Gemelli di Roma e, Alessandro Calisti, primario del S. Camillo.
Abbiamo aperto un sito in cui raccontavamo la storia di Giona, e sono iniziate ad arrivare le prime richieste di aiuto. In seguito, grazie al Prof. Noia, abbiamo conosciuto molte altre coppie che avevano fatto la nostra stessa scelta. E’ stato bellissimo conoscersi, mettere in comune e ritrovarsi nelle stesse emozioni, negli stessi pensieri e sentimenti. Una diagnosi prenatale fatta in modo squallido e freddo da alcuni medici, poi l’incontro con il professore, infine il riuscire a coniugare “dolore e speranza”, “croce e grazia”.
Oggi “La Quercia Millenaria” è una associazione Onlus in cui famiglie mettono a disposizione la loro esperienza, il loro nome e recapito telefonico sul sito, per essere contattate da coppie aventi le stesse patologie. I tre medici con i quali avevamo iniziato, sono diventati 15, tra i migliori specialisti in diversi presidi d’Italia.

Veniamo al Caft...
La “casa virtuale” del nostro sito internet, ha preso forma e consistenza. Molte coppie, soprattutto del sud Italia, quando hanno gravidanze tanto patologiche da richiedere un ricovero a centri specializzati come il Gemelli di Roma, si “trasferiscono” in alberghi o residenze costosissime, non avendone la possibilità, aggiungendo così preoccupazioni a preoccupazioni. Il Caft vuole offrire gratuitamente vitto e alloggio per questi papà, o per la coppia nel caso in cui il bimbo necessiti di soggiornare in Terapia Intensiva, dove la mamma non può affiancarlo di notte.
Ovviamente, questo richiede da parte nostra un certo sforzo economico, ed è per questo che la richiesta di fondi attraverso le donazioni si è fatta più consistente da quando siamo entrati in possesso di questo appartamento a Roma, proprio nelle vicinanze del Gemelli.

Da dove viene il nome "La Quercia Millenaria"?
Dopo la diagnosi, e i tentativi di terapia intrauterina falliti, ci siamo disposti all’attesa della morte in grembo del nostro bambino. Ma facevamo comunque dei controlli mensili. A distanza di 23 giorni dall’ultimo controllo, il prof. Noia si trovò di fronte ad un’ecografia che era l’opposto delle precedenti: liquido amniotico riformato, bambino cresciuto, apparentemente era tutto perfetto! Rimaneva un po’ di liquido nel torace del bimbo, che andava drenato subito. L’intervento lo conoscevo bene, era anche doloroso, ma senza esitazioni, piena di gioia dissi “facciamolo ora!”. E così fu. Dopo l’intervento, stanca ma felice sorrisi al Professore, che mettendomi una mano sulla spalla mi disse: “Tu sei una quercia millenaria, cara mia…”. Quando decidemmo di creare un sito, mio marito mi chiese: “Come vuoi chiamarlo?”, mi tornarono subito in mente quelle parole, le “sentii” positive, di buon auspicio. E così lo chiamammo in quel modo.

Oggi la mentalità più diffusa è che la diagnosi prenatale è obbligatoria per eliminare i feti “malati”. Sono molte le mamme che subiscono questa mentalità e spesso le pressioni dei medici. Cosa consigliare loro?
Consiglio di evitare di conformarsi alla mentalità corrente. Se tutti, anziché evitare la sofferenza provandone scandalo, si avvicinassero con rispetto ad essa, vedrebbero che in quella sofferenza c’è la più alta forma di amore e di vera vita possibile. Non c’è umanità più grande che all’interno di un ospedale, non c’è maternità più bella di quella dove una mamma ama disinteressatamente il suo figlio malato. Sono dolori che hanno un senso, che non fanno venire depressioni, attacchi di panico e altre sofferenze, come invece le vive chi sceglie di abortire un figlio. I primi a dover capire questo sono proprio gli operatori sanitari, molto spesso i principali responsabili di una scelta d’aborto.

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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.