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IL SEGNO DI GIONA SULLA SERATA PRO VITA
Inserito il 16 dicembre 2006 alle 00:23:11 da Emanuele Borghi.

Testimonianza
I coniugi Paluzzi, tramite "la Quercia Millenaria", aiutano le gravidanze patologiche
IL SEGNO DI GIONA SULLA SERATA PRO VITA
Era un "feto terminale": oggi ha tre anni e va all'asilo.

Ha riscosso una buona partecipazione, sabato 2 dicembre all'Oratorio cittadino, la cena organizzata dal Centro Aiuto alla Vita. A portare la loro straordinaria testimonianza sono intervenuti i coniugi Sabrina e Carlo Paluzzi.

“Diagnosi prenatale e testimonianza che diventa servizio": ne hanno parlato Sabrina e Carlo Paluzzi sabato 2 dicembre, all'Oratorio cittadino Don Bosco, in occasione di "una Cena per la Vita" organizzata dal Centro di Aiuto alla Vita (Cav) di Reggio Emilia. Dopo il saluto del Vescovo Ausiliare mons. Lorenzo Ghizzoni sono stati i coniugi Palazzi a portare la loro testimonianza.
Sabrina e Carlo sono i fondatori di "la Quercia Millenaria" (www.laquerciamillenaria.org). Si tratta di una onlus nata con lo scopo di accompagnare le coppie a cui viene diagnosticata una gravidanza patologica e di sostenere il "feto terminale", il bambino che dalla scienza è considerato senza speranze di vita.

L’ impegno in questo progetto è dovuto all'esperienza che la coppia romana ha vissuto tre anni fa. A Sabrina era stata diagnosticata una gravidanza patologica. Il terzogenito che portava in grembo risultava affetto da una grave forma di uropatia ostruttiva e da un'idrope fetale che lasciava poche speranze di vita.
La prima proposta del personale medico per "risolvere il problema" fu quella di ricorrere all'aborto. Ma Sabrina, sostenuta da Carlo, ha preferito tenere il bimbo: lo avrebbe accompagnato fino al termine naturale della sua esistenza. Inizia così un lungo periodo di attesa e di prova, in cui ogni giorno di vita del piccolo era un dono per la coppia e ogni sofferenza era accompagnata dalla preghiera della coppia stessa e della comunità di cui è parte.

“Dare testimonianza della scelta che avevamo fatto non è stato facile", ricorda Sabrina. "Io e Carlo abbiamo scelto di appoggiarci alla fede nella consapevolezza che la croce si affronta con la preghiera". Poi vengono a sapere che un medico di Roma aveva fatto interventi in utero su bambini con patologie simili al loro. Decidono di provare, nonostante il prof. Giuseppe Noia del Politecnico Gemelli di Roma li avesse avvertiti dei rischi.
Una settimana dopo l'intervento i coniugi Paluzzi tornano al Policlinico per una nuova ecografia. "Dal monitor abbiamo potuto vedere come nostro figlio fosse nuovamente pieno di liquido, anche peggio delle prime ecografie. La speranza che si era accesa ha lasciato il posto ancora una volta alle lacrime". Anche Carlo ha parlato della sofferenza di quei giorni: "Il dottore ci ha detto che in quelle condizioni non poteva più intervenire e ci ha detto che nostro figlio si sarebbe spento nell'utero materno entro una settimana. Dal giorno dopo ho cominciato a informarmi per il funerale".
"Ogni volta che lo sentivo muoversi - ha poi ricordato Sabrina - ringraziavo il Signore di avermelo donato per un altro giorno". Tuttavia il bambino si muoveva sempre di più e Sabrina, che era al sesto mese della sua terza gravidanza, dopo 23 giorni decide di tornare dal dottor Noia con il marito.

Una nuova ecografia, però, rivela un risultato sorprendente. Il bambino era sano. Il medico rimane a bocca aperta, senza spiegazioni, ed esclama: "Ma quanto avete pregato?!". Sabrina ha ricordato commossa quei momenti: "È stata la nostra risurrezione. E una grande conferma della fedeltà e dell'amore di Dio".
Il 25 agosto 2003 Sabrina ha così dato alla luce Giona, che è nato con gravi infezioni urinarie e che in questi tre anni ha rischiato altre volte la vita, ma oggi frequenta l'asilo come un bambino normale.

Alla fine del 2004 Sabrina e Carlo scelgono di esprimere la propria gratitudine per Giona mettendosi al servizio di altre coppie a cui è stato diagnosticato un feto terminale. Nasce così l'onlus "la Quercia Millenaria". Al progetto aderisce anche il prof. Noia, per offrire alle coppie in difficoltà una consulenza sanitaria specializzata, un sostegno spirituale attraverso una rete di famiglie, sacerdoti e psicologi e - da poco - anche un sostegno economico grazie al Centro di aiuto per il feto terminale (C.A.F.T.), un mini-appartamento vicino al Policlinico Gemelli a disposizione dei padri che vivono con la moglie ricoverata in ospedale per una gravidanza scientificamente senza speranza. "Ma l'ultima parola spetta a Dio", ha concluso Sabrina.

Emanuele Borghi





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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.