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STORIA DI BENEDETTA
Inserito il 20 aprile 2007 alle 00:21:23 da Sandra ed Antonio.

STORIA DI BENEDETTA


Il 31 marzo 2007 alle ore 11,42 è nata Benedetta; benedetta di nome e di fatto,
benedetta dal Signore che gli ha dato la forza di vivere, e a noi genitori la fede
di credere nella vita. Siamo Sandra ed Antonio, sposati da circa 14 anni con
2 figli maschi rispettivamente di 13 e 7 anni. Otto mesi fa, all’età di 39 anni
sono rimasta incinta, e questa notizia ha portato una gioia immensa all’interno
della nostra famiglia. I primi mesi sono passati con i soliti disturbi: nausee,
vomiti che mi sono portata fino al 4° mese. Ho deciso, non so per quale motivo, di
fare l’amniocentesi; ero nervosa quella mattina, ed infatti nel momento in cui il
medico tirò fuori l’ago, la bambina ando’ in bradicardia. Restai per un paio
d’ore in osservazione, ed una volta che il tracciato tornò normale tornai a casa.
Quindici giorni dopo, precisamente il 12 dicembre, fu la volta dell’ecografia
morfologica che si abbatté come un grosso macigno su di noi. Il liquido amniotico
(AFI) era 50 e non permetteva la rilevazione degli organi, si intravedeva un solo
rene e la vescica rimaneva piatta. Il medico mi consigliò un’ecografia di II°
livello dal Professor D’Addario a Bari, il quale riuscì a vedere tutti gli
organi, compresi i reni, ma la sua diagnosi fu alquanto negativa a causa del
liquido amniotico, in quanto, in meno di 3 giorni era ancora sceso intorno ai 40 e
disse che tre erano le soluzioni: o abortire, o tentare un’amnioinfusione, o sperare
in un miracolo. Tornando verso Lecce decidemmo di non fare nulla, e ci affidammo
nelle mani del Signore. Il liquido diminuiva sempre di più: il 23 dicembre
era arrivato a 10; non avevo perdite, niente che facesse pensare ad una rottura del sacco,
e per questo si avvalorava sempre più l’ipotesi che la bambina avesse dei seri
problemi. Contattammo il Professor Noia del Gemelli di Roma, una persona squisita che ci
offrì la sua piena disponibilità; cosa che rifiutai, perchè i miei bambini avevano già sofferto
la situazione, e di far passare loro le feste in ospedale, lontano da casa non me la sentivo
proprio. Anche il Professor Noia non mi diede molte speranze, perchè aveva avuto
due pazienti nella stessa situazione e la gravidanza si era interrotta. Ma ci poteva
essere anche un’altra ipotesi: che la gravidanza andasse avanti, ma al momento
della nascita la bambina sarebbe venuta meno per motivi respiratori. “Succede
raramente” - mi disse – “ma succede”; quindi non mi restava che confidare nel Signore.
Le sue parole mi sono state di grande aiuto. Il 28 dicembre, altro controllo: il
referto citava le testuali parole: “Non e’ stata possibile nessuna rilevazione, perchè
il liquido e’ praticamente assente”. Il medico disse che la bambina era compressa
alle pareti e che in quelle condizioni non sarebbe andata avanti per più di una
settimana. Sono stati i giorni più terribili di tutta la mia vita, sentivo la mia piccola
muoversi ed al solo pensiero che di lì a poco non l’avrei più sentita mi fece amare
quella piccola creatura ancora più della mia stessa vita. Una notte, e per due notti
consecutive, la mia pancia trasudò in un modo eccessivo, pensai che le ultime gocce
di liquido se ne stavano andando e con loro la mia bambina. Mio marito disse: “Non
ti preoccupare, è la mano di Dio che e’ scesa su di te e sta facendo riformare
il liquido”. Il suo conforto mi ha aiutato tantissimo… Ogni giorno che passava e che
sentivo la mia piccola muoversi, ringraziavo il Signore. Dopo l’Epifania andai al
controllo e vidi il mio medico scuotere la testa; pensai che stava per finire il mio
grande sogno, invece mi disse che miracolosamente il liquido si era riformato sino
a raggiungere il livello di 50 e che il futuro non era più tanto nefasto, anche se
dovevamo restare con i piedi per terra perchè eravamo solo al 6° mese.
Tornammo a casa con una convinzione: quella di lottare ancor di più per la piccola
Benedetta. La gravidanza procedeva, il liquido manteneva il suo livello tra i 50 e gli
80; la bambina, pur avendo 12 giorni di ritardo sulla settimana gestazionale, continuava
a stare bene. All’inizio dell’8° mese, altra tegola: la crescita si era bloccata. Benedetta
non cresceva più e la sua testolina era più piccola rispetto ai parametri di riferimento
previsti. Si decise subito per il ricovero anche perchè il medico riscontrava un nodulo
sul cordone durante la flussimetria. Insomma, la piccola Benedetta doveva superare
altre prove. Quando sembrava tutto pronto per fare il cesareo (dopo un giorno
dal ricovero), durante una flussimetria il nostro medico sbiancò di felicita’ e disse che
evidentemente avevamo in alto, ma molto in alto, qualcuno che mi voleva bene, perchè i
parametri in due giorni avevano raggiunto la normalità e siccome questo qualcuno
ci aveva aiutato due volte, perchè non ci poteva aiutare la terza? Bastavano solo due
settimane per arrivare alla 36°settimana, data in cui non avremmo avuto problemi.
Sono stata ricoverata in ospedale per essere monitorata giornalmente e così le settimane
sono passate, e il giorno 31 marzo Benedetta ha visto la luce: pesava 2,300 kg. alla nascita.
Oltre a tutti i problemi avuti in precedenza, aveva un giro di cordone ed un nodo
vero sul funicolo. Non ha avuto bisogno di incubatrice: è piccola, ma a detta del
pediatra è un peperino. E’ nata tra la contentezza di tutti coloro che le hanno voluto
bene prima che nascesse. Dopo quattro giorni ha conosciuto la sua nuova casa riempiendola
di gioia con la sua presenza. Per questo miracolo devo ringraziare dapprima il Signore
che ci ha dato la forza e la fede necessaria per andare avanti e che da lassù ha vegliato
sulla nostra piccola; il nostro medico Dr. Mazzotta Antonio Pio per l’amore e la
vicinanza profusaci; il secondo medico Dr. De Luca Gianfranco, che pur non essendo
sua paziente mi ha sempre trattato come una figlia; e il Professor Giuseppe Noia, che dal punto di vista morale ed umano ha saputo infondere in noi quella pace interiore per affrontare qualsiasi evenienza sia positiva che negativa. Un ringraziamento particolare alla piccola BENEDETTA, che ha dato una lezione di vita a tutti e dimostrato quando la voglia di vivere e’ più forte di qualsiasi altra cosa e supera ogni ostacolo. Questa esperienza ha fortificato la nostra famiglia, e vorremmo essere d’aiuto per altre coppie che come noi vivono situazioni simili, ed a tutte queste voglio lanciare un messaggio: “Il Signore ci dà la vita e ce la toglie, ma finché c’è vita c’è speranza”… e oggi, la speranza in casa nostra si chiama
B E N E D E T T A.
Sandra ed Antonio Albani.

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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.