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STORIA DI SARA
Inserito il 07 maggio 2007 alle 23:16:14 da Teresa e Gianluca.

STORIA DI SARA

E’ sempre difficile parlare di sé agli altri, perché si ha paura di “scoprirsi” troppo o di non riuscire a trasmettere quello che si ha nel proprio cuore.
Io cercherò di raccontare la mia esperienza così come l’ho vissuta e continuo a viverla ogni giorno: sono la mamma di una splendida bimba che però ha imparato sin dalla nascita cosa significa la sofferenza.
Devo premettere che ho desiderato questa bambina per sei anni, perché nonostante i dottori dicessero a me e mio marito che non avevamo nessun tipo di problema, non riuscivo a rimanere incinta; anzi, dopo tre anni di matrimonio la mia unica esperienza è stata di una gravidanza extra-uterina che mi ha portato in ospedale con un’emorragia che credevo dovuta ad un ciclo mestruale abbondante.
Nell’attimo in cui ho scoperto di essere incinta, mi hanno anche detto che stavo gia espellendo il tutto… così, quando ho scoperto di essere nuovamente in “dolce”attesa, non mi sembrava vero, però avevo una certezza nel cuore e cioè che sarebbe stata una femmina e che l’avremmo chiamata Sara (ci aveva colpito questo nome in seguito ad un passo della Genesi dove si parla di Abramo che avrebbe avuto un figlio in vecchiaia e sua moglie, per l'appunto Sara, aveva sorriso per questa notizia).
Ero al settimo mese di gravidanza quando il mio ginecologo, il quale non smetterò mai di ringraziare per la sua umanità e professionalità, si è accorto di un problema non evidenziatosi nell’ecografia morfologica e cioè che la creatura che portavo in grembo aveva una malformazione al labbro, quasi sicuramente anche al palato e chissà cos’altro, visto che per le altre eventuali malformazioni correlate si doveva aspettare la nascita. Non so descrivere il mio stato d’animo dopo quelle parole del ginecologo, ha chiesto la consulenza ad un suo collega ecografista, il quale ha confermato tutto ciò che lui aveva detto.
Il mio primo pensiero è andato ad un ricordo legato alla mia infanzia, quando vidi il viso deforme di un bambino che oggi avrà più o meno la mia stessa età, anche lui nato probabilmente con lo stesso problema di mia figlia.
Ma chi è cresciuto al sud lo sa che trentaquattro anni fa (e forse anche oggi, ma non solo al sud, ho scoperto!) non si osava chiedere cosa avesse quel bambino, si aveva solo un sentimento misto tra il “disgusto” e la commiserazione per quella “povera” mamma.
Così ho pensato che per mia figlia non doveva essere così: io sarei stata ugualmente orgogliosa di lei e se qualcuno l’avesse guardata come anch’io probabilmente ho guardato quel bambino, avrei cercato, nel mio piccolo, di spiegare di cosa si trattasse, perché solo ciò che non si conosce spaventa di più.
Per fortuna (meno ansia nell’attesa) è dovuta nascere prima del tempo perché io ho avuto problemi di gestosi, così dietro consiglio del mio ginecologo sono andata a Vicenza in ospedale per prendere contatti con il reparto di ginecologia e ostetricia.
Io e mio marito avevamo infatti deciso che era meglio io partorissi lì, di modo che nostra figlia sarebbe stata seguita sin dalla nascita dai dottori della chirurgia maxillo-facciale di quell’ospedale.
Alla 37a settimana è nata la piccola Sara: pesava 2,540 Kg ed era lunga 48 cm... un fagottino quindi, con una labiopalatoschisi bilaterale.
L’ostetrica chiese se me la sentivo di vederla, ma io non aspettavo altro: vi assicuro che ho pianto tanto, ma non per il dolore o la delusione... bensì per la gioia di questa bimba venuta al mondo, che ai miei occhi era la più bella che avessi mai visto.
La sua malformazione era passata in secondo piano, perché i suoi occhi dicevano tutto, e chiedevano tutta me stessa.
E’ così che è iniziata la nostra avventura: dolorosa, con molti sacrifici, ma anche con tanta gioia e speranza perché nostra figlia è stata curata e seguita con tantissima attenzione e professionalità da tutta l’équipe del reparto di chirurgia maxillo-facciale.
Un mese fa abbiamo fatto il terzo intervento e siamo ancora in fase di ripresa; infatti, dopo ogni intervento c’è sempre un lungo periodo di riassestamento, ma è in queste situazioni che impariamo tanto da nostra figlia: ha coraggio e forza di lottare da vendere.
Mi ricordo ancora il primo intervento: dopo appena cinque ore era già nei corridoi a ridere con i clown.
A distanza di tempo avevo ripensato al motivo della scelta del suo nome: “colei che sorrise…” e mia figlia ha una malformazione proprio lì, eppure lei sorride con i suoi grandi occhi e fa sorridere chi la incontra.
Porterà con sé sicuramente tante paure o insicurezze legate alle varie ospedalizzazioni, ma noi siamo genitori anche per questo; cercheremo quindi di aiutarla, di starle vicino il più possibile e siamo convinti che anche questo l’aiuterà a crescere e diventare una persona migliore... tutto il resto, per noi, è nelle mani di Dio.

TERESA E GIANLUCA

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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.