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Un angelo vissuto 35 minuti - Storia di Maria Letizia Busnelli
Inserito il 20 luglio 2007 alle 15:07:25 da Lorenzo Teruzzi.

GIORNALE DI MONZA - 17 LUGLIO 2007

Un'esistenza brevissima. Un soffio, trentacinque minuti, sulla pancia di mamma Eleonora prima, e stretta forte tra le braccia di papà Mauro poi.
Il pianto, gli occhi aperti, spalancati su quel mondo che l'ha tewnuta con sé poco più di mezzora. Giusto il tempo di prendere tutto l'amore che mamma e papà le avrebbero dato in una vita intera, e portarselo via, per sempre.
Letizia Maria ora è un angelo, l'angelo di Eleonora Mariani e Mauro Busnelli, i suoi genitori che hanno deciso di metterla al mondo donandole quel poco di vita che qualcuno lassù aveva deciso per lei. La storia di una delle nostre meravigliose famiglie ... segue su Dettagli...


Il pianto, gli occhi aperti, spalancati su quel mondo che l'ha tewnuta con sé poco più di mezzora. Giusto il tempo di prendere tutto l'amore che mamma e papà le avrebbero dato in una vita intera, e portarselo via, per sempre.
Letizia Maria ora è un angelo, l'angelo di Eleonora Mariani e Mauro Busnelli, i suoi genitori che hanno deciso di metterla al mondo donandole quel poco di vita che qualcuno lassù aveva deciso per lei. Una storia di grande amore, fede e coraggio, che la giovane mamma, 27 anni, ha voluto raccontare. Per dare speranza a chi forse non ne ha più.
Perchè la scelta sua e del marito possa essere di aiuto a coloro che si trovano nelle loro stesse condizioni. Una coppia come tante altre. Impiegata lei, falegname lui. Due anni fa il matrimonio e la vita insieme al primo piano di una palazzina di via don Primo Colombo, a Bareggia, a due passi dalla chiesa parrocchiale. E dopo poco più di un anno la bella notizia. Le prime visite all'ospedale. Tutto per il meglio. "Fino all'ecografia morfologica del quarto mese, all'ospedale di Carate - ha raccontato Eleonora. Due occhi blu incorniciati dai capelli biondi. Il sorriso stampato sul volto sereno - Ci hanno detto che c'erano dei problemi. Così abbiamo ripetuto l'esame al Buzzi, a Milano."... "Il feto è affetto da displasia renale bilaterale. Anche se dovesse sopravvivere alla gravidanza, morirà subito dopo il parto". Questo il responso, terrificante, dei medici. Parole fredde, che avrebbero potuto gelare il cuore di chiunque. Ma non quello di Eleonora e Maruo.
"E' stato scioccante - racconta ancora la giovane mamma - anche perchè l'unica soluzione prospettata era quella dell'aborto".
I due giovani si rivolgono quindi a Suor Agnese, la loro guida spirituale. "Non mettete mano a cose che non competono agli uomini", dice loro la religiosa.
"Una frase che ci ha dato grande forza e ci ha continto ad andare avanti, vivendo giorno per giorno la gravidanza con la consapevolezza che da un momento all'altro la nostra Letizia Maria sarebbe potuto andare via, per sempre", ha raccontato ancora Eleonora.
Una scelta forte, coraggiosa e per certi versi provocatoria, che trova però il pieno appoggio dei medici del San Gerardo di Monza, cui i due giovani coniugi si rivolgono. Ma accanto a loro c'è anche chi la loro esperienza l'ha già vissuta.
Sono le coppie dell'Associazione "La Quercia Millenaria", che si occupa proprio dell'assistenza ai genitori di bimbi destinati a non sopravvivere oltre il parto.
"Un aiuto straordinario - ha proseguito Eleonora - che ci ha dato quella serenità che ci ha consentito di arrivare felici sino alla fine". Felici, sottolinea la mamma, felici per la possibilità di donare alla loro piccola, chiamata Letizia non per un caso, tutto il loro amore, anche se per pochi minuti.
E così il 2 luglio il miracolo si è compiuto. Letizia ha lottato, superato il lungo travaglio e, contro ogni previsione, è venuta al mondo. Il pianto liberatorio, gli occhi spalancati sul mondo, il calore della pancia dellam amma e delle braccia di papà, mai abbandonati dalla dottoressa Silvana Mariani e dalle osteriche Chiara e Teresa.
Una vita lunga 35 minuti, il battesimo impartito da Don Giuseppe Galbusera, parroco di Biassiono, e poi l'ultimo respiro, prima di diventare un angelo. Sabato della scorsa settimana la Messa a Bareggia, in una chiesa gremita.
L'omelia di Don Franco Oliverio e la struggente lettera letta da due genitori de La Quercia Millenaria (Monica e Franco Deganello da Verona), che hanno vissuto la stessa esperienza di Eleonora e Mauro.
Chi li ha incontrati ha visto nei loro sguardi la serenità, la felicità di chi è riuscito in poco più di mezzore a donare alla propria figlia l'amore di tutta una vita. Ma nei cuori di mamma e papà lo spazio è ancora tanto. E c'è da scommetterci che Letizia Maria avrà presto un fratellino o una sorellina...

Una piccola bara bianca stretta tra le braccia del papà...
La piccola bara bianca, portata in braccio da papà Mauro, ha profondamente toccato il cuore delle tante persone che satabo 7 luglio hanno partecipato all'ultimo e troppo precoce saluto della piccola Letizia Maria.
Una cerimonia triste, ma insieme una testimonianza di speranza, alla fine più forte anche della morte.
A celebrare le esequie della bambina è stato il parroco Don Franco Oliverio. Al suo fianco Don Giuseppe Galbusera, il parroco di Biassono, che già aveva sposato Eleonora e Mauro e poi battezzato la loro piccola in sala parto, poco prima che la sua vita finisse in un soffio.
"Di fronte a fatti simili la prima umana reazione è di rivolgere domande a Dio, magari accusatorie - ha premesso nella sua omelia don Franco - Questa famiglia testimonia che è possibile un altro atteggiamento; farsi fare delle domande da Dio".
La comunità della parrocchia bareggesse è stata molto vicina alla giovane coppia in questi mesi, soprattutto con la preghiera.
"Eleonora e Mauro sono sempre stati molto attivi in parrocchia, seguono ad esempio i giovani che si preparano al matrimonio nei corsi di fidanzamento - ci ha spiegato il parroco la scorsa settimana - E proprio una di queste coppie, che si era sposata il giorno prima, il venerdi, era presenta ai funerali della piccola. Anche questa è una testimonianza di amore scaturita da questa vicenda, di dolore e speranza.
Penso che più che un atto di coraggio da parte di questi due genitori si è dato un miracolo. Perchè umanamente è difficile accettare di vivere una prova del genere. Ma la cosa più bella che ho sentito l'ha detta Eleonora: "Se avessi accettato l'aborto che mi veniva proposto adesso avrei come ricordo un rifiuto. Avendo portato a termine la gravidanza ho invece con me il ricordo di una figlia". Ascoltando queste parole ho pensato: "Vedi che Dio ha sempre ragione!"...




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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.