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Zenit del 24/09/2007 -Uno dei padri della Bioetica aderisce all'Associazione "La Quercia Millenaria"
Inserito il 26 settembre 2007 alle 20:36:35 da Zenit.org.

Uno dei padri della Bioetica aderisce all'Associazione "La Quercia Millenaria"

Uno dei padri della bioetica aderisce all'Associazione "La Quercia Millenaria"
Il prof. Edmund Pellegrino, Presidente del "President's Council on Bioethics" degli USA

ROMA, lunedì, 24 settembre 2007 (ZENIT.org).- Il professor Edmund Pellegrino, docente emerito di Medicina ed Etica Medica presso la Georgetown University, Presidente dell'attuale "President's Council on Bioethics" statunitense, ha accolto con piacere l'invito di entrare a far parte del Comitato scientifico dell'Associazione La Quercia Millenaria onlus, nata per tutelare la maternità e la vita nascente, specialmente in casi di gravidanze patologiche.

La notizia ha riempito di gioia i membri dell'Associazione, famiglie e specialisti, riuniti in un ritiro spirituale a Frascati (Roma), lo scorso fine settimana.

Per saperne di più, ZENIT ha intervistato il dottor Massimo Losito, docente di Bioetica presso l'Ateneo Pontificio "Regina Apostolorum" e Consigliere della Quercia Millenaria.

La vostra Associazione è piuttosto giovane ma si è già diffusa in tutta Italia. Ora il vostro nome è conosciuto anche a livello internazionale...

Losito: E' veramente un onore che il professor Pellegrino, uno dei padri della bioetica, abbia accettato il nostro invito. Ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente nell'ambito di un ciclo di conferenze che ha svolto per la nostra Facoltà di Bioetica all'Ateneo. Un medico straordinario ed un uomo di grande fede. Durante quel corso ha ribadito più volte che la medicina può accettare i propri limiti di fronte ad una malattia, ma che l'uomo-medico non deve mai arrendersi di fronte all'uomo-malato: mai si può affermare che "non c'è più nulla da fare". Sempre c'è qualcosa da fare: stare lì, stare accanto, accompagnare.

Questo è il cuore della attività della vostra Associazione.

Losito: E' vero. La Quercia Millenaria nasce per stare accanto a quelle coppie che a causa di una prognosi infausta durante una gravidanza, troppo spesso sono lasciate sole: da medici ancorati ad una scienza avida di successi, da parenti spaventati dalla sofferenza, dalla società intera che classifica e seleziona solo gli individui efficienti, abbandonando i "non adatti" e chi vorrebbe accoglierli. Di fronte ad un feto gravemente malato, "terminale", l'aborto viene prospettato come l'unica soluzione. Non è così.

Eppure chi sostiene la possibilità della interruzione della gravidanza si riferisce a questa come ad una libera scelta e ad un diritto...

Losito: Se la giustizia non difende il debole non si può parlare di diritto; se tutto convoglia e forza verso un'unica direzione non si può parlare di libertà. E' un inganno e un'illusione, che si trasforma in una dolorosa delusione come rivela la sindrome post-abortiva, che sperimentano le donne che hanno abortito. La Quercia Millenaria offre alle coppie un'altra strada.

Un accompagnamento medico, con grandi specialisti di medicina prenatale, un accompagnamento umano, con la vicinanza di altre coppie che hanno vissuto una esperienza simile; infine, o forse prima di tutto, un accompagnamento spirituale.

Tutto questo è raccontato con semplicità ne "Il figlio terminale. Risposte di amore straordinario alla ordinaria eutanasia prenatale" (edizioni Nova Millennium Romae). Gli autori sono il professor Giuseppe Noia, docente di medicina prenatale presso il Policlinico Gemelli a Roma e Sabrina Pietrangeli Paluzzi, Presidente dell'associazione. E' stata la lettura di questo libro a commuovere il professor Pellegrino, a spingerlo ad accettare il nostro invito.

Perché un'Associazione di volontariato inizia l'anno con un ritiro?

Losito: Non si può classificare la Quercia Millenaria come un'associazione di volontariato, se non in un modo piuttosto riduttivo. A muovere le famiglie ed i medici dell'associazione non è la volontà, né la volontarietà. E' la gratitudine per un dono ricevuto. E ogni buon dono, si sa, proviene dall'Alto.

In che modo un feto malato o terminale può trasformarsi in un dono?

Losito: Spesso la realtà immaginata incute più paura della realtà vissuta, come le classiche porte chiuse nei film dell'orrore. Queste famiglie e questi medici hanno potuto varcare questa soglia, incontrando dall'altra parte il volto di un figlio, che hanno amato sino alla fine. E nell'amore non c'è timore: l'amore spaventa l'infelicità.

Il ritiro è stato un momento di forte comunione. Erano presenti gli specialisti dell'associazione (medici, infermieri, biologi, psicologi), le famiglie della Rete di famiglie e anche alcuni membri del Movimento per la Vita. C'erano coppie che provengono dall'esperienza Scout, dal Cammino Neocatecumenale, dai Carismatici, altre vivono la fede forte e semplice della animazione della parrocchia. C'erano i loro bambini. Alcuni di questi, per i medici, non dovevano nascere perché destinati a morte certa o ad una vita di sofferenza: per esempio Cristian, affetto da spina bifida: e lui incurante era lì, girava allegro, biondissimo, occhi enormi e bocca ancora più grande, dalla risposta sempre pronta: viene alla mente Collodi ed il suo Pinocchio, che con la sua inspiegabile vita si prende gioco di tutta la saccenza medica.

In alcuni di questi casi si potrebbe parlare di miracoli?

Losito: Nel caso di Giona, il figlio di Sabrina Paluzzi, c'è stata una inspiegata remissione naturale, e da lì è partita tutta l'esperienza della Quercia Millenaria. Ma il miracolo fisico credo sia secondario. Chi era in ritiro ha assistito ad un prodigio più grande. Queste famiglie hanno vissuto un'esperienza estremamente dolorosa e drammatica. Eppure molte di loro si sono nuovamente aperte alla vita e hanno avuto altri figli. Inoltre tutte durante il ritiro hanno cantato, applaudito e danzato al Signore, come dice la scrittura. Hanno potuto celebrare le lodi di Dio, benedirlo, cioè "dire bene" di Lui. Gli occhi del mondo guardano a questo come ad una follia. Invece è una notizia da diffondere.

Siamo così abituati alle brutte notizie, che alcune non fanno nemmeno più notizia. L'uccisione di un figlio in utero fa notizia solo se per errore è stato ucciso un figlio sano al posto di uno down. Sarebbe come dire che il telegiornale dovrebbe parlare dell'assassinio di un pregiudicato, solo se per errore è stato ucciso anche un innocente. L'aggravante è che qui il pregiudicato non ha nessuna colpa. E nell'aborto la morte, silenziosa, divora anche la madre.

In risposta a questa dilagante cultura della morte, la Quercia Millenaria offre un punto da cui ripartire, come ha detto il dott. Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano Il Foglio, nella presentazione del libro "Il figlio terminale" nel nostro Ateneo "Regina Apostolorum".

Possiamo guardare a queste famiglie e a questi medici con speranza?

Losito: Certo, purchè non si faccia l'errore di considerarli come degli eroi. Sostenute dalla fede queste mamme e questi papà hanno potuto "dire addio" ai loro figli perché hanno saputo "dare a Dio" i loro figli. Guardate i loro volti sorridenti nella pagina web della rete di famiglie, e non abbiate paura.

Bianca e Alessandro sono stati ospitati gratuitamente dal CAFT della Quercia Millenaria per tutto il tempo necessario alle cure per il loro Gabriele. E quando è salito al cielo, hanno ringraziato i medici dell'ospedale "Bambin Gesù" di Roma: "ma quale sconfitta, dottore! - ha esclamato Bianca col suo entusiasmo e il suo accento livornese- la vita di Gabriele, seppure breve è stata una vittoria!" . Alessandro, suo marito, è militare paracadutista, ma di sicuro ha fatto con Gabriele il suo salto più coraggioso.

No, queste persone non sono eroi, per questo possiamo guardare a loro e trovare forza, nelle nostre croci confidare nella vittoria di Cristo. Possiamo guardare a loro come guardiamo delle bandiere, che sventolando ci emozionano, ci commuovono. Ma è il vento, quello invisibile, che le tiene su. Quello che soffia dove vuole. Quello che riconosci dall'effetto. Quello che chiamiamo Spirito Santo.


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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.