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Sindrome di Down, nuovi studi introducono una svolta nei metodi terapeutici
Inserito il 04 dicembre 2008 alle 00:01:22 da Dal Web.

Sindrome di Down, nuovi studi introducono una svolta nei metodi terapeutici

Secondo gli esiti di nuovi studi e ricerche condotti presso il National institute of health di Bethesda (Maryland, Usa), la Sindrome di Down potrebbe essere curata con una terapia attuabile in fase prenatale, sul feto in utero.
Potrebbero essere così combattuti alcuni effetti della malattia, come il ritardo mentale.
La dottoressa Catherine Spong ha spiegato come la cura in fase prenatale consista nell’iniettare sostanze naturali neuroprotettive nei confronti delle proteine, che, se contaminate dal morbo, condurrebbero ad alterazioni dello sviluppo mentale e dei problemi di apprendimento tipici della sindrome di Down.
Gli esperimenti effettuati dalla dottoressa Catherine Spong su dei topi in attesa di cuccioli affetti da sindrome di Down avrebbero dimostrato come questo tipo di trattamento possa effettivamente consentire una riduzione dei sintomi legati alla sindrome dopo la nascita.
La ricerca, i cui risultati sono stati resi noti e pubblicati sulla rivista Obstetrics and Gynecology, è stata commentata da altri ricercatori. La ricerca sul nuovo metodo terapeutico è ancora agli inizi, e nonostante i risultati incoraggianti, gli studiosi sono ancora prudenti riguardo ai possibili esiti sugli esseri umani.
Per la dottoressa Spong la cura in fase prenatale rappresenta un’interessante svolta nella lotta alla Sindrome di Down, tanto più se si considera che è già stato messo a punto un procedimento di diagnosi della malattia in fase prenatale senza ricorrere all’ amniocentesi.
L’applicazione dei due metodi, l’uno diagnostico, l’altro terapeutico, potrebbe quindi in futuro aprire nuove prospettive nella lotta alla sindrome di Down.
Dopo l’osservazione degli effetti sul trattamento delle cavie, esso verrà sperimentato anche sugli esseri umani

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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.