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Al via la petizione sulla sepoltura dei bambini
Inserito il 20 giugno 2009 alle 18:24:09 da informazione.it.

Al via la petizione sulla sepoltura dei bambini


L’Associazione CiaoLapo Onlus (www.ciaolapo.it) si occupa della tutela della gravidanza a rischio e del supporto ai genitori, promuovendo in particolare la cultura del lutto perinatale negli operatori sanitari. Dice Claudia Ravaldi, psichiatra e psicoterapeuta, fondatrice e presidente di CiaoLapo Onlus: “I genitori, al momento della morte in utero del loro bambino sono talmente scioccati che spesso non riescono a pensare alla possibilità di dare una sepoltura a loro figlio. Possono occorrere settimane, per realizzare che la gravidanza si è interrotta e il bambino è morto, quindi è del tutto naturale che il genitore, nei primi giorni, non pensi al funerale e non abbia una chiara idea delle sue intenzioni in proposito.”
Il contatto con la dolorosa realtà avviene spesso dopo le dimissioni, quando ormai la parte burocratica è già stata compiuta. Più tardi (anche anni più tardi), superata la fase di shock, i genitori ripercorrono i momenti successivi alla diagnosi e sentono che il loro lutto è incompleto: molti di loro esprimono rammarico per non sapere dove si trovi il corpo del loro bambino, alcuni avrebbero desiderato svolgere riti funebri, molti altri scoprono amaramente e in ritardo che avrebbero potuto, per legge, dare una destinazione diversa alle spoglie del loro bambino.
”La nostra società, così timorosa della morte e delle emozioni negative, non è preparata ad affrontare la perdita di un bambino, soprattutto se avviene durante la gravidanza o è collegata a patologie materno infantili. Questo vale anche per gli operatori sanitari” scrive Claudia Ravaldi nel suo testo Piccoli Principi – perdere un bambino in gravidanza o dopo il parto – piccola guida all’auto aiuto per i genitori e per gli operatori “La legge italiana prevede già norme nazionali relative alla sepoltura dei bambini morti in utero, ma tali norme sono spesso ignorate o erroneamente applicate in molti ospedali italiani. Nell’esperienza quotidiana della nostra Associazione, riscontriamo che i genitori non sono preparati alla morte del loro figlio prima della nascita, e dunque si trovano spesso frastornati e confusi dopo questo evento, al punto da necessitare di sostegno ed informazioni esaurienti su tutte le procedure possibili.”
Gli operatori sanitari invece spesso non informano i genitori delle possibilità di seppellire il loro bambino e di celebrare, se vogliono, cerimonie religiose o laiche. “Il rito funebre e la sepoltura assumono una valenza centrale nel processo di elaborazione del lutto: offrire una degna sepoltura implica il riconoscimento non solo della dignità di quel bambino, ma anche della dignità di quel genitore, chiamato a salutare suo figlio ancora prima di averlo conosciuto” continua la dott.ssa Ravaldi “in alcuni casi l’assenza di un luogo fisico inibisce l’elaborazione del lutto che perciò si arresta, complicandosi con lo sviluppo di patologie psichiatriche come ansia, depressione o disturbi alimentari”.
CiaoLapo Onlus, in collaborazione con le associazioni La Quercia Millenaria Onlus e Come-Te, ha elaborato un documento di sensibilizzazione per il Ministero della Salute, con lo scopo di focalizzare l’attenzione del personale sanitario sull’importanza di informare i genitori, in modo che possano compiere una scelta libera e consapevole, anche in un momento così delicato della loro vita.
Numerose sono le testimonianze dei genitori a questo proposito. Scrive ad esempio Roberta, mamma di Alberto: “Il passerotto non c’è più… Sono queste le parole che ancora oggi, a distanza di 11 anni, sento riecheggiare nella mente se penso a quel giorno in cui, nell’ambulatorio del mio medico, dopo l’ecografia lui mi disse che il mio bambino era morto. Due giorni dopo, chiesi a mio marito di informarsi per sapere quando avrebbero seppellito Alberto. Gli risposero che non era possibile assistere alla sepoltura” Da allora ne ha perso ogni traccia. Solo dopo 11 anni, con l’aiuto dei volontari di CiaoLapo Onlus, Roberta riesce a scoprire dove è stato seppellito Alberto, e si reca visitare il cimitero “E’ stato in quel momento, il sapere dove si trovasse, il fatto di sapere esattamente come fosse stato accudito che mi ha permesso di superare finalmente il mio lutto, e di proseguire la mia vita serenamente,con il mio piccolo Alberto finalmente in un posto tranquillo del cuore.”

Il testo della petizione e le testimonianze complete dei genitori possono essere scaricate e sottoscritte all’indirizzo
www.firmiamo.it/sepolture

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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.