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SALVATO DALLE ACQUE
Inserito il 10 aprile 2006 alle 00:00:33 da S.I.R..

“Salvato dalle acque…”

Carlo e Sabrina Paluzzi, sposati dal 1995, hanno tre bambini: Priscilla di 8 anni, Vivian di 4 e poi un maschietto di 20 mesi, Giona.

"L'incontro con il Signore – raccontano -, è avvenuto durante il nostro fidanzamento, ed il matrimonio è stato vissuto da noi come un punto di partenza, per un'avventura che Dio ci avrebbe indicato. (...) Abbiamo affrontato la vita matrimoniale senza programmare ogni cosa... Ci siamo sposati con poco, certi che il Signore avrebbe provveduto: così è stato. Non abbiamo programmato neanche i figli, ai quali nulla è mancato, men che mai l'amore. Tutto è arrivato al momento giusto, anche le sofferenze ...". La più grande è stata la malattia di Giona: una malformazione diagnosticata quando il bimbo era ancora nel grembo materno e per la quale alcuni medici non avevano lasciato speranza. "Tale sofferenza ci ha donato ancora più fede, e ancor di più la certezza che Dio è Onnipotente e che ci ama molto, perché ci ha permesso di rimanere nella Pace, pur essendo immersi nella Croce" così Carlo e Sabrina, dopo aver cercato con caparbia la risposta al proprio dolore nell'amore di Dio, dedicano oggi la propria vita agli altri che, come è stato per loro, vivono una gravidanza difficile ed hanno bisogno di sostegno.

Per informazioni: www.laquerciamillenaria.org



Il nostro terzo figlio fu accolto da tutti noi con una gioia infinita. Non avremmo mai pensato che ci avrebbe cambiato la vita.

Durante l'ecografia morfologica, al quinto mese, è stato diagnosticato un quadro terribile. Una malformazione urinaria gravissima, aveva portato ad una situazione interna che non dava possibilità di scampo. Ci è stato suggerito di abortire. L'alternativa, era la morte in utero del nostro bambino, a cui sarebbe seguito un parto pilotato. Ci siamo trovati senza punti di riferimento, se non la fede e la preghiera.

Quando un'amica si presentò con l'indirizzo del Day Hospital del Policlinico Gemelli si è aperta una nuova strada, un tentativo che inizialmente non sembrava dare esiti positivi, ma poi, inspiegabilmente, ha creato una svolta significativa nella situazione del nostro bambino. Abbiamo agito quando lui era ancora nella pancia, con un intervento invasivo di correzione.

(....) “Mi fece stendere, e iniziò a farmi l'ecografia. Io e Carlo eravamo abituati a vedere immagini molto scure, a causa del liquido presente nell'addome del bambino. Erano immagini tristi, le avevamo memorizzate.

Stavolta vedevamo immagini chiare, simili alle ecografie delle altre figlie. Si vedeva l'addome, si distinguevano le parti scure corrispondenti alla vescica... reni... stomaco... cuore... (...) Quando il Professore ha detto: "E che è successo qua? Da dove viene tutto 'sto liquido amniotico?", siamo scattati come molle.

"Professore, che succede?". "Non lo so, è quello che sto cercando di capire; aspetta un momento ti prego... Sabrina!". (...) Il Professore continuava a guardare lo schermo e ad esplorare, con un'aria felice e sbalordita, e sussurrava: "Dio, quanto sei grande! Quanto sei grande, mio Dio... (...) Se lo vedessi per la prima volta, per me sarebbe una gravidanza normale, capisci? Ora non possiamo sapere se il piccolo abbia subìto un danno dovuto alla mancanza di ossigenazione, ma... Io dico che Dio è fedele, ed una cosa così non l'ho mai vista... Ma quanto avete pregato?!?".

Piangere e ridere... Che cosa meravigliosa. "Vi avevo detto il sesso di questa creatura?".

"No, professore, non si vedeva niente... Non lo abbiamo mai saputo".

"E' un maschio".

"Giona. Si chiamerà Giona. Come il profeta salvato dalle acque".

(...)” Il nostro bambino è riuscito a nascere. Ovviamente c'è stato un lunghissimo percorso di lotta e di sofferenza, di ricoveri, di interventi... Ma oggi ha 20 mesi, una ottima qualità di vita, è felice di esistere, dona gioia a chiunque lo vede, soprattutto a noi, che lo amiamo follemente.

(...) Tutto questo, ha dato a me e Carlo, una voglia di donare ad altri il frutto della nostra esperienza, affinché nessun'altra mamma si trovi davanti ad una sofferenza del genere, senza un aiuto adeguato che la porti a tentativi validi per salvare la sua creatura. E soprattutto, senza contemplare l'aborto come unica via.

Una donna può accompagnare il suo bambino fino alla morte naturale, ove non ci fosse nessuna speranza, nessuna cura. E' un percorso doloroso, che noi stessi avevamo intrapreso, prima che tutto cambiasse spontaneamente. Ma è una sofferenza rivestita di una Gloria infinita, che dona pace alla mamma e alla coppia, che sa di aver amato il proprio bambino fino in fondo.

Nella mia situazione, ho ricevuto la conferma ad una cosa nella quale ho sempre creduto: mai togliere a Dio la possibilità di operare un miracolo!



Sabrina e Carlo Paluzzi
Da “S.I.R.”, Servizio Informazione Religiosa on-line, 15 giugno 2005.


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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.