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REGOLAZIONE NATURALE DELLA FERTILITA' - IL METODO BILLINGS
Inserito il 12 aprile 2006 alle 00:06:32 da Dott. S. Galiberti.

I metodi naturali - La Regolazione Naturale della Fertilità - Il Metodo Billings



Prima di iniziare questa breve esposizione sulla REGOLAZIONE NATURALE DELLA FERTILITA’ (RNF), e visto che nella prima pagina dell’Home Page è riportata una preghiera di Madre Teresa di Calcutta, vorrei premettere come la Madre abbia voluto che le sue suore fossero tutte a conoscenza della RNF e si facessero loro stesse insegnanti dei metodi naturali.

Per la chiesa i rapporti sessuali non sono finalizzati alla sola procreazione.

E’ chiaro che questo non è da intendersi come un avallo alla contraccezione ma una riscoperta della sessualità come dono di Dio.
Nel mondo animale al contrario, i rapporti sono finalizzati alla sola continuazione della specie; fuori dal periodo fertile della femmina, i due non si attraggono e possono arrivare ad essere addirittura rivali.
L’uomo è l’unica creatura sulla terra capace di gestire volontariamente il dono della sessualità.

Comunemente si pensa che per non avere una gravidanza sia necessario ricorrere alla contraccezione. Questa mentalità, quasi ovvia in Italia ma non in altri Paesi, stravolge il dono di Dio ricercando, prima del rapporto sessuale non finalizzato alla procreazione, un metodo contraccettivo.
Forse Dio ci ha fatto un dono così bello, e poi ci chiede di avere tante gravidanze quanti sono i cicli fertili di una donna? Non sarebbe certo un dono di Dio! La donna non può sostenere un numero infinito di gravidanze.
Per questo a noi è richiesto di conoscere e capire, come si impara a leggere e scrivere, lo strumento di Dio fornito insieme al dono, per vivere nella pienezza da Lui creata.

Tutto questo è inevitabilmente già scritto nella natura fin dal momento della creazione. Oggi possiamo affermare che questo strumento è stato scoperto, ed è rappresentato dalla lettura della ciclicità dei periodi fertili e non fertili della donna.

Non ci riferiamo al lavoro di “Ogino e Knauss”, più conosciuto in passato, o al solo metodo della temperatura basale. Questa breve esposizione riguarda i “metodi per la regolazione naturale della fertilità” (RNF), fra cui il metodo Billings di cui noi tratteremo. Questi godono di una validità scientifica riconosciuta a livello mondiale, e sovrapponibile come affidabilità, ad un contraccettivo.

In Italia recentemente, ovvero nel novembre 2005, è stata consegnata la Laurea Onoris Causa presso l’Università Tor Vergata di Roma, ai coniugi Billings, i due medici che da più di 50 anni hanno creato l’omonimo metodo.

Nella Regione Emilia Romagna sono state remunerate dal servizio pubblico nove ostetriche per dieci anni, che hanno insegnato un metodo naturale (sintotermico di Roetzer) nei presidi sanitari regionali.

Comprendo la perplessità di coloro che se in Italia affermassero con gli amici, o con gran parte dei ginecologi, quanto appena esposto, sarebbero derisi e trattati da sprovveduti o ingenui nel credere a queste “favolette da preti”.

A tal scopo cito un testo che è fra i maggiori in uso nelle università italiane, sia nei corsi di laurea in medicina che all’interno delle scuole di specializzazione in ostetricia e ginecologia:

“I metodi naturali non sono indicati, perché poco affidabili, per le donne che hanno cicli irregolari o comportamento irregolare della temperatura basale, che hanno di recente interrotto la contraccezione ormonale, infine per le donne che hanno avuto da poco il menarca o sono prossime alla menopausa”1.

Recitata così, solo un folle potrebbe credere alla scientificità di questi metodi.

Vorrei al contrario sottolineare, che le insegnanti dei metodi naturali sono preparate per istruire le donne anche nei periodi post pillola contraccettiva, in pre-menopausa o in allattamento, quando anche la comune contraccezione ormonale diminuisce la sua efficacia. Perfino in periodi come la post pubertà o le amenorree (assenza di ciclo mestruale per lunghi periodi come nelle sportive, nelle ballerine, nell’anoressia nervosa), le donne possono imparare con il metodo a riconoscere il loro primo ciclo fertile, così come in un ciclo irregolare, la presenza o assenza di ovulazione.

Rimanendo sempre sulla parte introduttiva, e rimandando ad una spiegazione più dettagliata per tutti coloro che lo desiderassero, iniziamo a trattare del metodo Billings.

Il metodo si basa sulla lettura delle variazioni qualitative del muco cervicale, sincrone con l’attività ovarica.
Il muco cervicale, facilmente riscontrabile per ogni donna a livello dei genitali esterni, condiziona il passaggio degli spermatozoi attraverso il collo dell’utero, il loro nutrimento, e la loro sopravvivenza nelle vie genitali femminili.

Ogni donna ha caratteristiche personali per quanto riguarda il sintomo del muco, ma con un andamento tipico valido per ogni donna; come tale, permette di differenziare il segnale della fertilità da altre perdite di origine vaginale. Questo è il compito dell’insegnante.

Queste, tutte volontarie, ricevono il diploma dopo un corso teorico-pratico della durata di circa un anno, con esame finale. Devono seguire corsi di aggiornamento, e vengono riqualificate ogni due anni, previo esame.
E’ sconsigliato ogni apprendimento personale, autodidatta o basato su pubblicazioni presenti in commercio. Il tempo di apprendimento è di circa quattro mesi con incontri mediamente mensili, dopo di che la donna viene considerata autonoma e può far riferimento all’insegnante solo quando lo desidera, o in periodi particolari come l’allattamento e la pre-menopausa.

Il metodo può essere appreso indipendentemente dall’età, dalla condizione culturale, e può essere applicato in ogni periodo della vita fertile della donna, dalle prime mestruazioni alla pre-menopausa.

Un richiamo alla contraccezione.

Con questa dizione si fa riferimento a tutti i meccanismi per impedire o evitare una gravidanza, non sempre un concepimento.
L’esempio classico è dato dalla pillola contraccettiva (p.c.), che insieme al meccanismo d’azione di inibizione dell’ovulazione, include effetti che impediscono l’impianto dell’embrione in utero, nel caso vi fosse un’ovulazione, come potenziamento dell’effetto contraccettivo.
L’ovulazione non è sempre inibita per una contemporanea assunzione di farmaci, disturbi gastrointestinali, ecc. Inoltre la quantità di ormoni attualmente contenuti nella p.c. è molto inferiore a quella normalmente secreta dalle ovaie, in un ciclo fertile della donna. Così non è inibita l’attività follicolare, che con il progredire porterebbe ad un ovulazione, ma l’ovulazione stessa. Fisiologicamente la fecondazione avviene nella tuba e solo dopo circa 7 giorni si ha l’annidamento in utero. Il progestinico di sintesi contenuto in ogni pillola contraccettiva, induce una trasformazione dell’endometrio (mucosa interna dell’utero dove si impianta l’embrione), rendendolo inadatto all’impianto dell’embrione fecondato.
Questa modificazione dell’endometrio è la stessa che viene ricercata, dopo l’assunzione della pillola del giorno dopo, attualmente in commercio in Italia.

Senza dilungarsi ulteriormente, perché questa esposizione meriterebbe uno svolgimento più approfondito, un piccolo richiamo alla spirale (IUD). La IUD non impedisce l’arrivo degli spermatozoi nella tuba, ma qualora vi sia una fecondazione, impedisce l’impianto dell’embrione.
Questo non impianto in utero non potrà essere riconosciuto dalla donna, perché espulso spontaneamente dal collo dell’utero.

La regolazione naturale della fertilità, è divenuta una scelta per milioni di donne in tutto il mondo, anche in quei paesi dove esiste l’ateismo di stato come la Cina dove, dal 2000 ad oggi, risultano circa 9.000.000 di utenti e 10.000 insegnanti; il governo ha introdotto il metodo Billings, per l’alto numero inatteso di gravidanze extrauterine che si verificavano con la spirale.

Concludendo, vorrei sottolineare come la conoscenza della ciclicità femminile anche da parte dell’uomo, porta i coniugi ad una maggior comunione e ad un dialogo sulla affettività e sessualità.
Per questo i metodi naturali sono considerati un metodo di coppia, ed è consigliabile la presenza del marito durante l’apprendimento, rendendolo partecipe ed affascinato nella comprensione della fisiologia femminile, aprendo tra loro un dialogo così unico, che i due davvero diventano un solo corpo.



DOTT. STEFANO GALIBERTI
COMITATO SCIENTIFICO
LA QUERCIA MILLENARIA ONLUS

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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.