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FIGLIO DI DIO E FIGLIO MIO: LA FAMIGLIA DINANZI AL FETO TERMINALE
Inserito il 11 giugno 2006 alle 10:42:12 da Sat 2000.

TG Sat 2000 del 21 novembre 2005

Ed ora parliamo delle famiglie costrette a fare i conti con la dolorosa esperienza di un figlio che ancora nel grembo materno è colpito da gravi malformazioni. Di famiglie che decidono che comunque quel bambino merita di essere messo al mondo, e sono assistite in questo difficile percorso da strutture come il “Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente” del Policlinico Gemelli e da associazioni come “La Quercia Millenaria”.
Sabrina Paluzzi: “L’Associazione è nata da una personale esperienza familiare attraverso il nostro terzo figlio, Giona, al quale era stata diagnosticata in utero una grave malformazione alle vie urinarie, tanto da renderlo un feto terminale, cioè incompatibile con la vita. Noi abbiamo scelto di non abortire, di amare questa vita fino all’ultimo. L’evoluzione poi, è stata totalmente diversa, perché grazie ad un intervento e una cura prenatale, il bambino è potuto andare avanti e nascere. Oggi è vivente, ha 26 mesi, una buonissima qualità di vita…”.
Parte da qui il cammino di molte giovani famiglie, ci sono bambini che non nasceranno mai, o che moriranno poche ore o pochi giorni dopo aver visto la luce. La medicina li chiama “feti terminali”, colpiti da gravi malformazioni tanto da renderne impossibile la vita, ma è una dicitura tecnica che non contempla il dolore, ma soprattutto l’amore di padri e madri che decidono di portare a termine lo stesso la gravidanza. Perché quel figlio, malato, non è una imperfezione della natura, ma semplicemente una vita.
Prof. Giuseppe Noia (ginecologo, docente in Medicina dell’Età Prenatale Univ. Cattolica del Sacro Cuore): “Pensare che prima so come il bambino è, prima so che è malformato, prima posso fare l’interruzione di gravidanza, così il trauma sarà meno grave, è un assurdo biologico e psicologico”.
Per dare un senso a questo dolore e testimoniare l’incredibile spinta vitale che da esso nasce, i genitori, raccolti in associazione, in collaborazione con l’Università Cattolica di Roma, hanno proposto il loro cammino umano accanto a quello medico.
Carlo Paluzzi: “Da noi c’è l’impegno di non far trovare famiglie che hanno lo stesso problema che abbiamo avuto noi con nostro figlio, di fronte a dei muri dove gli si dica solamente, che l’unica soluzione è l’aborto”.
Anche per la scienza c’è molto da fare, c’è la necessità di cominciare a trattare il nascituro non solo come oggetto di diagnosi, ma anche come soggetto per la terapia.
Prof. Giuseppe Noia: “Se noi non sviluppiamo il concetto, e non applichiamo le nostre energie, sul fatto che possiamo non solo sviluppare la diagnosi, ma anche impegnarci per la terapia, diventeremo un futuro di “selezionatori””.
Discorso quanto mai significativo oggi, poiché siamo abituati a dare un grado tecnico alle varie fasi della vita: zigote, embrione, feto, diciture di comodo con le quali si seppellisce sotto la biologia, la profondità dell’essere umano.

SERVIZIO DI CESARE CAVONI



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nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.