Statuto dell'associazione     

         
 

Iscritti
 Utenti: 956
Ultimo iscritto : Antonellaizzo
Lista iscritti

Log in
Login
Password
Memorizza i tuoi dati:

Visitatori
Visitatori Correnti : 51
Membri : 0

Se vuoi ricevere la nostra newsletter devi essere un utente registrato
Iscriviti

microBox

Eventi
<
Dicembre
>
L M M G V S D
-- -- -- -- 01 02 03
04 05 06 07 08 09 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
-- -- -- -- -- -- --

Questo mese

Vetrina

 


Vetrina


 
statuto

                                                                           
STATUTO ASSOCIATIVO



Art. 1 - E’ costituita una Associazione denominata “LA QUERCIA MILLENARIA O.N.L.U.S.”, Organizzazione non lucrativa di utilità sociale.
L’Associazione assume nella propria denominazione la qualificazione di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), che ne costituisce peculiare segno distintivo, ed a tale scopo viene inserito detto acronimo in ogni manifestazione e comunicazione esterna della medesima.

Art. 2 - L’Associazione ha sede in Roma, in Via Piagge n. 5.
Uffici periferici possono essere istituiti su delibera del Consiglio Direttivo, il quale fisserà le norme per l’istituzione e il funzionamento degli stessi.

Art. 3 - Ispirandosi al Magistero della Chiesa Cattolica e all’antropologia cristiana, l’Associazione, che non ha scopo di lucro e non persegue fini politici, ha per scopo:

• La difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.
• Il sostegno alla gravidanza patologica, al feto malformato e al feto terminale, con tutte le più recenti tecnologie che la scienza, eticamente e cristianamente ispirata, mette a disposizione della coppia, della famiglia, e del bambino non nato.
• Il supporto e sostegno della missione evangelizzatrice, nell’annuncio dell’amore di Dio per ogni uomo, manifestato in Cristo Gesù.

In particolare l’Associazione si prefigge:

a) Il sostegno alla famiglia che nell’arco della gravidanza si trovi ad affrontare gravi patologie o malformazioni riguardanti il bambino concepito, e il sostegno al “feto terminale”, cioè il bambino considerato incompatibile con la vita. Tale supporto si concretizza nell’affiancare i genitori nella scelta di accompagnare il bambino fino all’esito naturale, fornendo sostegno spirituale avvalendosi di sacerdoti della Chiesa Cattolica, sostegno psicologico e medico, offrendo visite, diagnosi e terapie, appoggiandosi a strutture ospedaliere convenzionate in ogni parte d’Italia. Infine, nel sostegno medico ed umano, a queste coppie viene affiancata una Rete di Famiglie, disposte ad offrire la propria testimonianza di vita e di fede.

b) La formazione degli adolescenti al rispetto e sacralità della vita umana, attraverso una adeguata pastorale nelle scuole con l’ausilio di sacerdoti e professionisti di orientamento cristiano.

c) La collaborazione con le parrocchie di qualunque diocesi, per: formazione delle coppie di fidanzati in preparazione al matrimonio, e qualunque altro servizio pastorale attinente la Vita e la Famiglia.

d) La futura edificazione di un centro denominato “C.A.F.T.”, Centro di Aiuto per i Feti Terminali, usufruendo di libere donazioni, e raccolte fondi.

Nel perseguimento degli anzidetti scopi di utilità sociale e cristiana, l’Associazione potrà, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo:

a) promuovere e partecipare a convegni, tavole rotonde, corsi, manifestazioni, studi, spettacoli, concerti, lotterie, pesche di beneficenza, vendita di gadgets e oggetti legati alle varie festività, etc., per diffondere e sostenere le proprie finalità o per raccogliere fondi;

b) promuovere e sviluppare direttamente la realizzazione e/o edizione di siti internet, libri, testi, dispense, notiziari, pubblicazioni e sussidi anche audiovisivi di ogni genere oltre che sviluppare attività di formazione, studio, ricerca nel proprio settore di attività ed in altri analoghi o affini;

c) avvalersi della collaborazione di sacerdoti, medici, psicologi e professionisti di orientamento cristiano, che perseguano le stesse finalità dell’associazione, ovvero sostenere la famiglia nella sofferenza di una gravidanza difficile, nella ospedalizzazione del proprio figlio, ed eventualmente nella sua morte.

d) Collaborare, anche a livello internazionale e con l’apporto delle professionalità necessarie, con altre associazioni, enti e istituzioni cattoliche, che perseguano gli stessi scopi ed abbiano le stesse istanze di solidarietà sociale e cristiana.

E’ fatto espresso divieto all’Associazione di svolgere attività diverse da quelle sopra indicate. L’Associazione potrà tuttavia svolgere attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D.lgs 460/1997 e successive modificazioni e integrazioni.


I SOCI

Art. 4 - L’Associazione è formata ai principi cristiani di tutela e di rispetto della vita umana.
L’Associazione potrà intrattenere rapporti di collaborazione con medici e professionisti che aderiscano ai principi cristiani, riservandosi di recedere da dette collaborazioni qualora emergano fatti o eventi che ne facciano venir meno il detto requisito essenziale, o che pongano in essere comportamenti che ledano l’immagine dell’Associazione.

Art. 5 - I soci dell’Associazione si dividono in soci fondatori ed ordinari.
Sono soci fondatori coloro i quali abbiano partecipato alla costituzione dell’Associazione. Questa qualità sarà conservata vita natural durante, a meno che non recedano o siano esclusi dall’Associazione per indegnità, che dovrà essere votata dall’Assemblea dei soci e avere il voto favorevole di tutti gli altri soci fondatori.
Sono soci ordinari coloro i quali siano ammessi dal Consiglio Direttivo.
La qualità di socio ordinario si acquista previa presentazione di apposita domanda sulla quale il Consiglio Direttivo deciderà con delibera insindacabile.
La domanda, che può essere inoltrata in qualunque forma, deve in ogni caso contenere, pena l’inammissibilità, l’espressa accettazione delle finalità e degli scopi sociali e l’impegno a partecipare alle attività sociali e ad osservare lo statuto e le deliberazioni degli organi.
Le quote annuali associative sono dovute per anno solare. La quota di iscrizione all’Associazione vale come quota associativa annuale per il primo anno di iscrizione. L’importo delle quote di iscrizione e delle quote associative è stabilito mediante deliberazione annuale del Consiglio Direttivo. Il socio che cessi di far parte dell’Associazione per qualsiasi motivo, perde ogni diritto al fondo comune.

Art. 6 - La qualità di socio si perde con delibera motivata del Consiglio Direttivo:

a) per la perdita di uno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione;

b) per espulsione, nel caso di azioni contrarie o comunque lesive dell’immagine o delle finalità dell’Associazione, nel caso di mancata partecipazione alla vita dell’Associazione e di inadempimento degli impegni assunti verso l’Associazione o i doveri inerenti la qualità di socio;

c) per morosità.

I soggetti che abbiano perso la qualifica di soci non hanno diritto al rimborso dei contributi versati. Il contributo dei soci e intrasmissibile e non rivalutabile.
La qualifica di socio non è trasmissibile, nemmeno mortis causa.

Art. 7 - I soci si impegnano ad osservare il presente statuto e a collaborare alla realizzazione dei fini istituzionali dell’Associazione.

E’ espressamente esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.

Art. 8 - Il Consiglio Direttivo può in ogni momento ed a suo insindacabile giudizio, conferire la qualifica di socio benemerito a coloro che si siano particolarmente distinti nel perseguimento delle finalità e degli scopi dell’Associazione.
I soci benemeriti possono essere esclusi dal versamento della quota associativa.


ORGANIZZAZIONE

Art. 9 - Gli organi dell’associazione sono:

a) l’Assemblea dei soci;
b) il Presidente;
c) il Consiglio Direttivo;
d) il Comitato Scientifico;
e) il Comitato “Rete di Famiglie”;
f) il Tesoriere, se nominato.

Alla carica di Presidente, devono essere chiamati esclusivamente i soci fondatori, salvo il caso di rinuncia o di morte di tutti i soci fondatori.
Tutte le cariche sono gratuite, salvo il diritto al rimborso delle spese documentate.



ASSEMBLEA DEI SOCI

Art. 10

1. Hanno diritto di intervenire all’Assemblea tutti i soci in regola con il pagamento della quota annuale di associazione.

2. Ogni socio ha in ogni caso diritto ad un voto.

3. Le deliberazioni sono approvate a maggioranza dei votanti; in caso di parità prevale il voto del Presidente.

4. Gli associati possono farsi rappresentare nell’Assemblea, con delega scritta, da altri associati, anche se membri del Consiglio. Per l’approvazione dei bilanci e le deliberazioni in merito a responsabilità dei consiglieri, per le quali non sono ammesse deleghe.

5. Gli Enti associati partecipano all’assemblea mediante il proprio legale rappresentante o altro referente delegato, preventivamente indicato mediante comunicazione scritta.



COMPITI DELL’ASSEMBLEA


Art. 11 - L’Assemblea delibera in merito a:

• Approvazione del rendiconto economico-finanziario consuntivo e dei bilanci preventivi predisposti dal Consiglio Direttivo. Tali deliberazioni vanno effettuate entro il mese di aprile dell’anno successivo,per quanto concerne il rendiconto consuntivo ed entro il mese di novembre dell’anno precedente, per il bilancio preventivo.

• Indirizzi e direttive generali dell’Associazione.

• Modifiche dello statuto, modifiche o istituzioni di regolamenti.

• Scioglimento dell’Associazione.

• Devoluzione del patrimonio.

• Tutto quant’altro ad essa demandato per legge o per statuto.



CONVOCAZIONE

Art. 12

1. L’Assemblea viene convocata dal Presidente, almeno una volta l’anno ed entro il 31 marzo di ogni anno, per l’approvazione del rendiconto economico-finanziario consuntivo.
L'assemblea sarà convocata mediante affissione di avviso presso la Sede sociale, posta elettronica, fax, avviso telefonico o qualsiasi altro mezzo idoneo, almeno otto giorni prima, salvi motivi di urgenza valutati dal Presidente del Consiglio Direttivo.

2. L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione, al quale spetta constatare la regolarità delle deleghe e in genere il diritto di intervento in assemblea. In caso di sua assenza o impedimento dal Vice Presidente.

3. L’Assemblea deve essere inoltre convocata quando se ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati.

4. L’Assemblea può essere convocata anche fuori dalla sede sociale.



DELIBERAZIONE


Art. 13

1. L’Assemblea, compreso il caso di deliberazioni inerenti la modifica dell’atto costitutivo o dello statuto, si intende validamente costituita, in prima convocazione, con la presenza della metà più uno degli aventi diritto al voto, in seconda convocazione, quale che sia il numero dei presenti.

2. Le deliberazioni vengono prese con voto favorevole della metà più uno dei presenti.

3. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno voto.
 



VERBALI

Art. 14 - Delle riunioni di assemblea si redige sull’apposito libro sociale il processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario ed eventualmente dagli scrutatori in caso di votazioni.
 


IL CONSIGLIO DIRETTIVO


Art. 15

1. L’attività dell’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo, composto dai soli soci fondatori, tranne il caso di cui al successivo punti 3 e 4. Il numero dei componenti il Consiglio direttivo può variare da un minimo di tre ad un massimo di sette.

2. Nessun compenso è dovuto ai membri del Consiglio, salvo le spese sostenute e documentate.

3. In caso di dimissioni o di decesso di un consigliere, il Presidente convocherà l’assemblea dei Soci che provvederà alla sua sostituzione, tramite voto.

4. Ove ritenuto dal Consiglio stesso, il Presidente convocherà l’assemblea dei soci che, su proposta del consiglio medesimo, potrà cooptare nuovi consiglieri anche tra soci non fondatori.


Compiti


Art. 16 - Al Consiglio spetta:

• Nominare nel proprio seno un Presidente, un Vice-Presidente e un Segretario.

• Attuare sul piano operativo, le indicazioni programmatiche approvate dall’assemblea dei soci.

• Il compimento di tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione.

• Deliberare in ordine all’accettazione o meno delle istanze di Associazione.

• Deliberare in ordine alla nomina di soci onorari.

• Deliberare in ordine alla esclusione dei soci per indegnità o morosità.

• Fissare l’importo della quota sociale annuale.

• Redigere annualmente, in via obbligatoria, il rendiconto economico-finanziario consuntivo, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea, ed il bilancio preventivo.

• Costituire sezioni dell’associazione e nominarne o revocarne i Direttori.

• Nominare o revocare i responsabili delle varie realtà ed ambiti di intervento dell’Associazione.

• Istituire gli eventuali comitati di cui al successivo art. 29, nominandone i membri ed i responsabili.


Convocazione e deliberazioni

Art. 17

1. Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritiene opportuno, o che ne sia fatta richiesta almeno dalla maggioranza dei suoi membri.

2. Il Consiglio è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice-Presidente.

3. Per la validità delle deliberazioni – da adottarsi sempre con voto palese – occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.


Verbali

Art. 18 - Delle riunioni del Consiglio, sarà redatto su apposito libro, il relativo verbale, che sarà sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Nomina del Presidente


Art. 19 - Il Presidente, è nominato dal Consiglio direttivo tra i propri membri.
Il Presidente dura in carica tre anni, ed è rieleggibile.

Compiti del Presidente

Art. 20 - Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Associazione. In sua assenza, tale rappresentanza spetta al Vice Presidente.
Suoi compiti sono:

• Presiedere l’Assemblea dei Soci, il Consiglio Direttivo.

• E’ competente per i rapporti bancari e finanziari.

• E’ competente per le assunzioni, trasferimenti e licenziamenti del personale dipendente.


Deleghe

Art. 21 - Il Presidente può delegare, mediante atto scritto, qualsiasi membro dell’Associazione o del Consiglio Direttivo nello svolgimento delle attività che gli competono.
La delega si considera valida fino al momento della sua revoca.

 


IL TESORIERE

Art. 22 - Il Tesoriere, se nominato, esegue le disposizioni del Consiglio Direttivo in ordine alla custodia e all’impiego del patrimonio, annota su appositi libri le entrate e le uscite e cura la redazione dei bilanci preventivi e consuntivi, avvalendosi anche della collaborazione di terzi. Egli ha la gestione, anche per delega, dei rapporti con gli istituti di credito e più precisamente a firma singola per operazioni di ordinaria amministrazione (apertura di conti correnti bancari o postali, operazioni di versamento e prelevamento in contanti e/o assegni e qualunque altro mezzo, ecc…) entro il limite massimo annualmente stabilito dai soci.
Il Tesoriere vigila inoltre sulla corretta gestione del patrimonio da parte del Consiglio Direttivo e del Presidente, eventualmente sottoponendo ai soci eventuali atti o fatti contrari alle finalità dell’associazione o che comunque ne pregiudichino il decoro o il buon andamento.
Le funzioni del tesoriere possono essere svolte anche dal Presidente o dal Vice presidente o dal Segretario. Detta attribuzione di funzioni è deliberata dal Consiglio Direttivo.



PATRIMONIO

Art. 23 - Per il conseguimento del suo oggetto sociale l’Associazione possiede un suo patrimonio sociale.
Esso consiste in:

• Quote e contributi degli associati.

• Eredità, lasciti, donazioni e legati.

• Contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari.

• Contributi dell’Unione Europea e di organismi internazionali.

• Entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati.

• Proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, derivanti da attività marginali, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali.

• Erogazioni liberali degli associati e dei terzi.

• Entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi.

• Altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.

Esso, dietro decisione del Consiglio Direttivo, può essere in parte vincolato in titoli, o in beni mobili ed immobili, sempre sotto l’amministrazione statutaria.
Si fa divieto di distribuire agli associati, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, a meno che la destinazione o distribuzione non sia imposta per legge o siano effettuate a favore di altre Onlus che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
Si fa inoltre obbligo di impiegare gli utili o avanzi di gestione esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali statutariamente previste e di quelle ad esse direttamente connesse.
E’ vietato all’Associazione di avere rapporti di dipendenza, da enti con finalità di lucro, né di collegamento agli interessi di enti pubblici o privati, italiani o stranieri aventi scopi di lucro.


Esercizio finanziario

Art. 24 - L’Associazione chiude il proprio esercizio finanziario il 31 dicembre di ogni anno.
Entro trenta giorni dalla fine di ogni esercizio, il Consiglio Direttivo predispone il bilancio, completo dello stato patrimoniale, conto economico e relazione, e lo sottopone unitamente alla relazione del Tesoriere, se nominato, alla decisione dei soci, assembleare o per iscritto, da prendersi entro il 31 marzo successivo.
Gli eventuali utili o avanzi di gestione dovranno essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività di cui all’art. 3.


Devoluzione del patrimonio residuo

Art. 25 - In caso di scioglimento, cessazione o estinzione dell’Associazione, la devoluzione del patrimonio dovrà, dopo la liquidazione, avvenire ai fini di utilità sociale, a favore di Onlus, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge, che perseguono lo stesso scopo sociale o analoghe finalità.


COMITATI DI SOSTEGNO

Art. 26 - Al fine di perseguire meglio i propri scopi, l’Associazione può istituire uno o più Comitati di sostegno.
I Comitati di sostegno sono organi composti da persone fisiche o enti, che condividono gli scopi e le modalità di intervento dell’Associazione, e desiderano sostenerne l’attività mediante contributi finanziari e/o la propria competenza professionale.
I Comitati vengono istituiti dal Consiglio Direttivo che ne nomina i componenti, tra i quali una o più persone con funzione di responsabili.
Il Consiglio Direttivo, ove lo ritenesse opportuno, può dotare i Comitati di uno specifico regolamento di funzionamento.
I Comitati possono avere momenti propri di elaborazione e di verifica. Periodicamente, e comunque almeno una volta l’anno, vengono ascoltati in via consultiva, dal Consiglio Direttivo, specie in ordine alla programmazione/verifica delle attività associative.
I membri dei Comitati devono, necessariamente, essere soci dell’Associazione.


Il Comitato delle Famiglie

Art. 27 - Il Comitato delle Famiglie, è composto da Soci Fondatori, Onorari o Ordinari, che hanno come obiettivo il sostegno alle famiglie che si rivolgono all’Associazione. Tale sostegno, umano e spirituale, si propone come una forma di autoaiuto, espletata per mezzo di colloqui, convegni, incontri, dove il Comitato potrà dare la propria testimonianza di fede e di vita.
All’interno del Comitato delle Famiglie, sarà presente un Direttore, eletto direttamente con voto dei Soci Fondatori. Il Direttore del Comitato delle Famiglie, dura in carica 3 anni, ed è rieleggibile.


Il Comitato Scientifico


Art. 28 – Il Comitato Scientifico, è composto da Soci Fondatori, Onorari o Ordinari, scelti tra docenti universitari e da esperti delle varie discipline trattate, ed ha la finalità di garantire la base scientifica degli argomenti trattati. Esso, inoltre, assiste la Direzione de La Quercia Millenaria, nella programmazione dei lavori e nella preparazione di convegni, seminari, incontri, pubblicazioni.
Del Comitato Scientifico de La Quercia Millenaria, possono far parte tutti coloro, docenti universitari, o esperti, che ne condividono l’obiettivo di tutelare la maternità e la vita umana nascente, nel pieno rispetto etico e cristiano.
All’interno del Comitato Scientifico sarà presente un Direttore, eletto direttamente con voto dei Soci Fondatori.
Il Direttore del Comitato Scientifico dura in carica 3 anni, ed è rieleggibile.

Art. 29 - Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente statuto si fa riferimento alle vigenti disposizioni del codice civile e delle leggi speciali in materia.

 

ATTENZIONE: Tutto il materiale compreso in questo sito (foto, numeri telefonici, servizi televisivi, interviste radiofoniche, testi o parte di essi) è protetto da copyright. La Quercia Millenaria è stata autorizzata ufficialmente a pubblicarli dai diretti interessati, e nessuno di loro autorizza altri siti o blog a pubblicarli. Chiunque prelevi questo materiale, soprattutto senza darne comunicazione alla Direzione, è passibile di denuncia penale per sottrazione di materiale privato e violazione della privacy. Chi desidera pubblicizzare questo sito è pregato di farlo mediante un semplice link. Nessuno è autorizzato a prelevare pagine del sito o parte di esse per pubblicarle altrove. Per ulteriori chiarimenti chiamare il 320-8010942


I nostri banner

 
 © La Quercia Millenaria 
Contattami
Realizzato con ASP-Nuke 2.0.6 derivato da ASP-Nuke v1.2
creato da tntlab ottimizzato per internet explorer
RINGRAZIAMENTI

Questa pagina è stata eseguita in 0,0546875secondi.
Versione stampabile Versione stampabile
nel nostro sito si parla di gravidanza patologica e cura del feto terminale. i nostri specialisti operano terapia fetale invasiva in gravidanza con patologie fetali; alcune patologie sono agenesia renale, ostruzione renale, displasia polmonare, agenesia polmonare ma anche anencefalia. ci troviamo di fronte a un feto con patologie oppure patologie materno fetali.E' importante il rapporto medico paziente specie con il chirurgo fetale. Al policlinico Gemelli, il prof. Noia,collabora presso centro per i feti terminali. Il nostro centro di aiuto con una rete di famiglie e una rete di specialisti - specialisti in chirurgia, pediatria, psicologia, sostegno della coppia- si occupano anche di aborto terapeutico, spina bifida, feto polimalformato e gravidanza patologica amniocentesi. Seguiamo casi di ipoplasia polmonare, displasia renale ed idronefrosi o anche idrope fetale, gozzo fetale, ernia diaframmatica, piede torto. E' importante diagnosi prenatale, un centro di neonatologia, di pediatria, e urologia, per seguire le malformazioni urinarie, le infezioni delle vie urinarie(nell'uretere, uretra, reni, vescica, in caso di rene displastico oppure ipertono vescicale o fimosi, ipospadia,ma anche di epispadia); altri problemi sono idrocefalia ma anche acrania o anencefalia.Casi frequenti di trap sequence, twin twin transfusion syndrome(detta anche ttt-s o trasfusione feto fetale) e cardiopatia fetale.